Zero indennità, nessuno vuole fare il Consigliere di parità

La Provincia costretta a riaprire i termini per la presentazione delle domande

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In un’era in cui il profitto conta più di ogni altra cosa, probabilmente non fa molto gola un incarico, come quello di consigliere o consigliera di parità, per il quale non è prevista nessuna indennità ma, sicuramente, ha un’importanza cruciale, soprattutto per quanto riguarda la salvaguardia e la promozione dei diritti di genere. Fatto sta che, la Provincia che già aveva indetto il bando con scadenza 29 novembre, è stata costretta a riaprire i termini per la presentazione delle domande fino al prossimo 24 gennaio. Poche, troppo poche, le richieste pervenute. Così l’ente ha deciso di riprovarci.

Un provvedimento resosi necessario in quanto risulta ormai scaduto il mandato di Tina Fiorenzo, nominata nel 2014 dal Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero Pari Opportunità, su designazione della Provincia di Isernia. Il mandato, infatti, scade dopo quattro anni. L’avviso pubblico, dunque, è indirizzato a individuare la nuova figura di Consigliere di Parità e il relativo supplente.

La consigliera di Parità è una figura istituzionale introdotta nell’ambito delle norme che tendono a garantire la realizzazione della parità uomo- donna nel lavoro. Nominata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali su designazione delle Regioni e delle Province promuove e vigila l’attuazione dei principi di non discriminazione e di pari opportunità.

Ruolo e compiti della Consigliera di Parità sono definiti dal decreto legislativo 198/2006 “Codice delle Pari Opportunità tra uomo e donna” che riordina delle disposizioni volte a combattere le discriminazioni e ad attuare pienamente ed effettivamente il principio di uguaglianza. L’incarico può essere affidato sia a una donna che a un uomo, in base alle loro competenze pregresse nel settore e al titolo di studio, il più possibile attinente all’ambito di intervento. Tale figura, infatti, intraprende ogni iniziativa utile ai fini del rispetto del principio di non discriminazione e della promozione delle pari opportunità. Inoltre, rileva le situazioni di squilibrio di genere, anche in ambito lavorativo e si fa promotrice di progetti di azioni positive, anche attraverso l’individuazione delle risorse dell’Unione Europea, nazioni e locali finalizzati allo scopo. Ogni anno i Consiglieri e le Consigliere degli enti regionali, provinciali e delle città metropolitane presentano un rapporto sull’attività svolta. Un incarico, per giunta, a costo zero e che quindi non grava sulle casse degli enti. La selezione, dunque, scadrà il prossimo 24 gennaio.

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