Violenza sulle donne, le denunce non aumentano. “Ma c’è bisogno di più dialogo”

La dirigente del Commissariato di Termoli, Piccitto: “Va capito se prima non si denunciava e quindi c’era un sommerso. Si è allargata l’età di coloro che compiono le violenze che spesso sono molto giovani”

Il dato positivo è che nel biennio 2020-2021 il numero delle denunce per violenze contro le donne non sono aumentate, almeno nella zona di Termoli. Il dato negativo, invece, è che si è allargata l’età degli uomini che compiono violenze nei confronti delle donne arrivando ad interessare anche i giovanissimi “nonostante ci sia un po’ questo tanto paventato ampliamento della mentalità e dei rapporti”.

E’ quanto venuto fuori dall’incontro che si è svolto questa mattina, 26 novembre, presso il Majorana di Termoli. Ospite dell’evento Maria Concetta Piccitto, dirigente del Commissariato di Polizia di Termoli che ha portato all’attenzione proprio i dati relativi alla città più grande del basso Molise.

Nessun aumento delle denunce “ma non ci deve far abbassare la guardia”

Come affermato dalla dirigente del Commissariato, quindi, il numero delle denunce negli anni 2020-2021 è rimasto costante, così come anche il numero delle persone denunciate o che hanno ricevuto un provvedimento restrittivo.

Uno standard che, però, “non può essere considerato una cosa positiva perché non c’è stata una riduzione delle segnalazioni.

Bisogna comprendere, quindi, se è perché prima non si denunciava e quindi c’era un sommerso o perché non sono aumentati gli episodi violenti.

I campioni sono limitati per fare una analisi precisa e accurata. Quello che possiamo dire – ha continuato la Piccitto – è che l’età si è un po’ dilatata. Mentre prima la media dei soggetti era di 40-50 anni adesso si è, da un lato, innalzata arrivando anche agli 80 anni in cui si inseriscono anche altri problemi, come quello di salute”.

Dall’altro lato, però, si è anche abbassata. “Per assurdo riguarda anche i giovani nonostante ci sia questo tanto paventato ampliamento della mentalità e dei rapporti che, invece, sembra non serva a scardinare quello che è un tarlo e una malattia”.

La violenza sulle donne come un “cancro”

“Queste violenze sono un cancro che si può scardinare solo facendo capire e parlando tanto perché c’è un modo diverso di pensare tra sesso maschile e sesso femminile e il riunire questi mondi e cercare di far comprendere perché se una persona è più accondiscendente e dolce non significa che puoi fare tutto quello che vuoi è fondamentale”.

Sotto la lente anche il mondo dei giovani il cui livello di comprensione “sembra sia molto superficiale. Bisogna insistere a partire da quelle che potrebbero sembrare delle banalità”.

Il lockdown e la paura di stare in casa

Se a livello nazionale si è assistito ad un aumento degli episodi di violenza e delle denunce, la stessa cosa non si può dire per la zona di Termoli.

Sul lockdown ci sono stati dei dati contrastanti. Per quello che posso notare io nel piccolo – ha continuato la dirigente del Commissariato – non c’è stato l’aumento che si riteneva a causa dello stare chiusi in casa”.

Iniziare a formare i giovani

“Iniziative come quella di oggi – ha affermato la presidente del Majorana Maddalena Chimisso – servono proprio per formare i giovani che saranno gli adulti del domani a comportamenti che siano sempre più rispettosi delle donne e delle persone più fragili”. (Mic. Bev.)