Villa De Capoa tra abbandono e nuove speranze: il punto

Da un lato grande attesa per Il Parco Giochi inclusivo, dall’altro incuria e degrado

Ridare dignità a Villa De Capoa. La situazione di degrado di una parte della villa comunale continua ad essere al centro dell’attenzione non solo dei cittadini ma anche della politica. Senza un punto di ristoro ed abbandonata a se stessa, a mesi alterni, riceve l’attenzione da parte di qualcuno nel tentativo che prima o poi venga valorizzata nella sua totalità.Sedaunlatovièlapia- cevole notizia relativa al parco giochi, dall’altra c’è quella negativa del chiosco abbandonato a se stesso e della mancanza di servizi. Ma andiamo avanti per punti.

Per quanto riguarda il parco giochi, l’Esecutivo comunale ha approvato la proposta dell’associazione C.N.I.S. (Coordinamento Nazionale Insegnanti Specializzati sezione Campobasso) inerente la riqualificazione dello spazio riservato ai bambini mediante la collocazione di nuovi arredi per il gioco, al fine di garantire piena fruizione da parte di tutti i bambini compresi quelli con disabilità motoria. Il progetto denominato Parco Giochi Inclusivo “Paul Harris” trasmesso lo scorso settembre dal soggetto attuatore, ed elaborato a cura del Rotary Club di Campobasso, prevede oltre all’installazione dei giochi anche la fornitura di elementi di arredo come le panchine, il potenziamento e la riconversione dell’impianto di illuminazione con lampade a led e l’installazione di un box informazione in legno. Si tratta di un’opera pubblica a spese del privato che avrà la concessione del parco per nove anni, eventualmente rinnovabili su richiesta del proponente. Uno spazio progettato ai fini dell’inclusione sociale e della valorizzazione di un punto strategico per la città capoluogo e per chiunque voglia fruirne. Per quanto riguarda l’ex chiosco, o quel che resta, di Villa De Capoa, però, la situazione è particolarmente spinosa e desta l’ennesimo intervento del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Roberto Gravina, su Facebook.

«Tentar evidentemente… nuoce – il caso di un altro “ex”: quel che resta del chiosco in villa de Capoa. Ve la ricordate la vicenda della demolizione del chiosco in villa de Capoa e delle dichiarazioni dell’assessore vice sindaco Chierchia? Come promesso, infatti, nel tentativo di salvare il malandato chiosco, un privato cittadino, Geometra Alessandro Alfonso iscritto al competente ordine – che ringrazio per aver mantenuto la parola ed essersi speso gratuitamente -, ha prodotto una relazione tecnica con la quale ha messo nero su bianco la stima per il recupero del manufatto: circa 3.000 euro necessari per il ripristino mentre per i tecnici del Comune l’importo sarebbe il doppio: circa 6.000 euro. Al di là del valore intrinseco, però, resta il valore estetico e resta l’opportunità di conservare un manufatto che seppur abbisognevole di interventi di recupero e di certificazioni necessarie per l’adeguamento alle varie normative, avrebbe potuto essere acquistato al patrimonio dell’Ente per poi tentare di affidarlo in gestione a titolo quasi gratuito, unico modo per consentire al gestore di turno, di sostenere i costi per il suo recupero. Ed invece, in cinque sonori anni, alle parole di voler valorizzare Villa De Capoa, nessuno si è posto il problema, con il risultato che oggi vediamo. Villa de Capoa resta senza un punto di ristoro, sempre più abbandonata al suo declino. La rimozione del chiosco, infatti, è in atto, a conferma di quanto denunciato ed a conferma di quanto l’amministrazione Battista proceda spedita con tanto fumo negli occhi. Chiunque amministrerà la città per i prossimi cinque anni dovrà necessariamente porsi il problema.

Noi ci abbiamo provato, gli altri? Non pervenuti».

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