Videogames: minaccia o salvezza?

di Fabio Discenza e Antonello Civico

L’opinione pubblica vede i videogames come la rovina dei giovani che, fomentati dalle proprie attività videoludiche, vengono distolti dalla realtà. Ma come afferma il direttore generale dell’AESVI (Associazione editori sviluppatori videogiochi italiani), facente parte dell’ISFE (Interactive software federation of Europe), “i videogiochi hanno anche valori educativi, terapeutici e ricreativi ben documentati e riconosciuti”. Alcuni sociologi dimostrano, infatti, che i videogames possano essere un grande aiuto nella socializzazione del ragazzo, specialmente nei periodi difficili dell’adolescenza. Recenti studi del Pew Research Center (Istituto statuninense che si occupa di problemi sociali e opinione pubblica in tutto il mondo) affermano che con l’introduzione della modalità multiplayer online avvenuta in molti giochi negli ultimi anni si è verificato un aumento delle possibilità di interazione e socializzazione durante una sessione di gioco. Infatti risulta che più del 50% degli adolescenti ha fatto amicizie online e circa un terzo di loro abbia fatto queste amicizie proprio durante una partita online.

Meglio il parchetto o la console?

Ovviamente il contatto umano, specialmente nell’età adolescenziale, è importante e necessario per la crescita e sviluppo dell’individuo, ma quando ciò non è possibile, come verificatosi in questo periodo di pandemia, il virtuale rimane una valida opzione per contrastare la solitudine, giocando online con i vecchi amici e conoscendone di nuovi, tenendosi compagnia in questi periodi bui. Un’altra occasione in cui l’online è preferito alla realtà vi è quando una città non offre luoghi e strutture che interessano particolarmente ai giovani che la abitano, portando quindi a preferire l’incontro virtuale a quello reale, spostando il punto di interesse dai luoghi pubblici alle console.

Il Molise è una regione per ragazzi?

Il Molise è notoriamente una regione in cui l’età media è molto elevata, e dunque i servizi a disposizione delle fasce d’età più avanzate sono maggiori rispetto a quelli riservati alla popolazione giovanile. Questo fenomeno sta spingendo sempre più i ragazzi a recarsi fuori per proseguire gli studi e a non fare più ritorno nella regione natia, e molte famiglie ad andare a vivere in altre città italiane. Per limitare questo spopolamento, si potrebbe puntare ad un  miglioramento delle strutture, più frequentate dai giovani, che potrebbe portare ad un ringiovanimento della regione.