Vicky, martedì l’autopsia. L’ex compagno e il fratello in Procura per dichiarazioni spontanee

Tanti i dubbi ancora da sciogliere sulla morte della 42enne di Larino ritrovata senza vita dopo un mese e mezzo dalla scomparsa 

REDAZIONE TERMOLI

Si terrà martedì prossimo, presso l’Istituto di Medicina legale di Bari l’autopsia sul corpo di Vicky Bucci, la 42enne scomparsa nella notte tra il 17 e il 18 dicembre scorso e trovata senza vita a bordo della sua Panda rossa inabissata nelle acque del porto di Termoli. Sarà l’equipe del professore Introna ad occuparsi di effettuare tutti gli accertamenti medico legali necessari a stabilire come e quando è morta la ragazza. Sono ancora tanti i dubbi che gli inquirenti devono sciogliere e chiarire su un caso che ha scosso l’opinione pubblica termolese ed è balzato agli onori delle cronache nazionali tanto che anche la trasmissione “Chi l’ha visto?” ieri sera, 22 gennaio, ha dedicato un secondo servizio alla ragazza. 

E sempre nella serata di ieri l’ex compagno e il fratello di lui, accompagnati dall’avvocato Ruggiero Romanazzi, si sono recati in Procura a Larino per rilasciare delle dichiarazioni spontanee. 

Due ore di dichiarazioni che hanno fornito agli inquirenti altri elementi di indagine sembrerebbe relativamente alla stessa donna.

Di certezze, infatti, attorno alla morte di Vicky al momento non ce ne sono. Gli inquirenti devono colmare i buchi negli spostamenti della ragazza dal momento in cui è uscita dalla casa del compagno nella notte della presunta scomparsa e dopo una violenta litigata. 

Così come da chiarire ci sono delle presunte incongruenze relative ai pochi elementi al momento in mano alla Procura di Larino. Secondo la ricostruzione attuale, infatti, Vicky lascia la casa del compagno dopo le quattro di mattina e si mette in auto. L’unica telecamera funzionante nel tratto del vecchio molo di Termoli riprende la Panda rossa entrare nel molo ma non uscirne in un orario compreso tra le 5.30 e le 6 della mattina del 18 dicembre. Orario nel quale in quella zona del porto inizia l’attività anche di una vicina pescheria. Nessuno, però, pare aver notato quella macchina né movimenti strani. 

Alle 9.30 circa di quella stessa mattina una signora consegna proprio alla pescheria il cellulare della ragazza, ritrovamento che fa scattare le prime ricerche con i sub a scandagliare tutta la zona del trabucco e del porticciolo, la stessa dove il 21 gennaio viene ritrovata la macchina. Il 18 dicembre, però, quella macchina pare non esserci. La Procura, però, ha in mano un altro elemento non trascurabile: la testimonianza di due impiegate dell’ospedale di Termoli che raccontano di aver visto Vicky viva attorno alle 10.30 della mattina del 18 dicembre recarsi in ospedale per chiedere un certificato in inglese da allegare alla richiesta di rimborso del biglietto aereo per il Canada che avrebbe fatto qualche giorno prima con l’intenzione di andare a trovare un caro amico. 

Testimonianza che la Procura riterrebbe attendibile ma che “cozza” con i filmati delle telecamere di sorveglianza che hanno visto quella macchina entrare sul molo ma non uscire. 

E ancora un altro dubbio: come ha fatto l’auto di Vicky a finire in acqua in una zona dove il molo è circondato da scogli grossi ed estesi? Non ci sarebbe stata la possibilità di restare incastrata proprio sugli scogli o riportare dei seri danni? Tutte domande alla quale l’autopsia e gli esami proprio sulla Panda rossa dovranno fare. 

Sono invece convinti che non possa essersi trattato di un suicidio l’ex marito di Vicky e alcuni suoi cari amici per i quali la ragazza era “troppo solare e piena di vita per uccidersi. Se aveva un problema si sarebbe rivolta a noi come ha sempre fatto”. Tanti dubbi che adesso saranno gli esami a sciogliere.

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