Vicky, la mamma e l’ex marito: «Amava la vita non può essersi suicidata»

Le dichiarazioni rilasciate a “La Vita in Diretta”. Intanto crescono i dubbi sulla fine della ragazza. Per la criminologa Bruzzone: «E’ una modalità molto anomala per togliersi la vita»

«Vicky amava la vita, non può essersi suicidata». Sono queste le parole che la mamma di Vicky, Pina, e l’ex marito Andrea hanno rilasciato a “La Vita in Diretta” il programma di Rai1 che oggi, 22 gennaio, è tornato ad occuparsi della morte della 42enne di Larino scomparsa nella notte tra il 17 e il 18 dicembre scorso a Termoli. Sotto la lente la ricostruzione e i tanti dubbi che ancora aleggiano attorno al caso così come ha ribadito anche la criminologa Bruzzone, in diretta televisiva.

Quando e come è morta Vicky, la 42enne scomparsa più di un mese fa il cui corpo è stato ripescato dalle acque del porto di Termoli all’interno della Panda rossa di cui si erano perse le tracce? Come ha fatto la macchina a finire inabissata a pochi metri di profondità vicino al molo del vecchio trabucco a qualche centinaio di metri dal punto dove una signora aveva trovato il telefonino di Vicky e, di fatto, aveva dato il via alle ricerche? E , soprattutto, si è trattato di un gesto volontario della ragazza oppure di un omicidio? Sono queste le domande alle quali dovrà rispondere l’autopsia che sarà effettuata dall’anatomopatologo dell’Istituto di Medicina Legale di Bari nei prossimi giorni. La data dell’esame autoptico non è stata ancora fissata. La salma di Vicky, però, è partita alle volte di Bari per tutti gli accertamenti che la Procura riterrà necessari per dare una definizione del caso. Sì perché al momento sulla morte di Vicky aleggiano ancora tanti dubbi e tanti misteri. Primo fra tutti quello della ricostruzione: cosa è successo nelle ore che sono intercorse da quando la ragazza ha lasciato la casa della mamma per dirigersi alla volta di quella del compagno e il momento in cui di lei si sono perse tutte le tracce? All’inizio, infatti, si era ritenuto che la donna fosse scomparsa nella notte tra il 17 e il 18 dicembre considerando che il 18 mattina il cellulare era stato recuperato sugli scogli del molo non molto distante da dove, poi è stata trovata la macchina. Una testimonianza arrivata in Procura (e che gli inquirenti riterrebbero abbastanza attendibile), però, collocherebbe (il condizionale è d’obbligo) Vicky in un ufficio pubblico attorno alle 10.30 della mattina del 18 dicembre. In giornata, invece, è trapelata la novità del caso: quella secondo la quale ci sarebbero delle immagini delle telecamere di videosorveglianza del porto turistico e dei Cantieri Navali che avrebbero ripreso la Panda rossa fiondarsi sul molo sud senza poi tornare indietro. Immagini che, però, sarebbero delle cinque della mattina del 18. Una doppia data che alimenta ulteriori incertezze.

Dubbi e interrogativi considerando che nell’immediatezza della denuncia di scomparsa la zona dove poi è stata rinvenuta la macchina con a bordo la ragazza seduta (sembrerebbe) sul sedile lato guida e con anche la cintura di sicurezza agganciata era stata battuta palmo a palmo dai sommozzatori dei vigili del fuoco. «Saranno il corpo e la macchina a parlare e a dirci quello che è successo», ha affermato la procuratrice Isabella Ginefra che non si è lasciata andare ad altri commenti. Tra le certezze c’è che il corpo è stato trovato in un avanzato stato di decomposizione, il che lascerebbe pensare che è stato in acqua diversi giorni prima del ritrovamento ma saranno le analisi dei medici legali a stabilire con esattezza in che giorno e come è morta Vicky. Nessuna pista è esclusa, al momento, mentre rimangono i dubbi su cosa sia realmente successo.

«Qualcosa non torna in questa storia la macchina era poco distante rispetto al molo quindi si sarebbe fermata per depositare il telefono e precipitosamente avrebbe preso la strada del mare? E’ molto anomalo anche come tipologia di scelta suicidaria», ha ribadito la criminologa Bruzzone.