«Via gli alberi per fare spazio alle macchine», la rivoluzione del parco

La denuncia di Termoli Bene Comune. Stumpo: «Bisogna fermare questo ennesimo scempio»

REDAZIONE TERMOLI

Trecentosessantacinque parcheggi, mezzo ettaro di verde «sacrificato per realizzare una strada che consentirà alle macchine di entrare nel polmone verde. Di questi parcheggi 240 saranno a pagamento, 110 con disco orario e 15 per disabili. Avete mai visto nel mondo un parco dove si tagliano gli alberi per far entrare le auto? Bene a Termoli lo vedremo». E’ quanto affermato da Marcella Stumpo nel corso del dibattito che ha fatto seguito alla prima Festa dei Beni Comuni che è stata organizzata dalla lista e dalla candidata sindaco alle ultime amministrative di Termoli in piazza Monumento. Sotto la lente tutto quello che riguarda i beni comuni, dalla gestione dell’acqua alla sanità. Ma spazio è stato lasciato anche al progetto di finanza che riguarderà il parco comunale. Sotto la lente è andato a finire «uno dei tanti progetti devastanti che l’amministrazione Sbrocca ci ha lasciato – ha affermato la Stumpo – ed è anche uno dei meno conosciuti perché è nascosto in quello per la gestione dei trasporti urbani che di recente ha visto la presentazione di un ricorso al Tar contro l’affidamento della gestione». Si tratta, appunto, del progetto di riqualificazione del parco Lapenna di Termoli. Da sempre abbandonato al degrado e a sé stesso, il parco comunale versa attualmente in condizioni pietose. Per la Stumpo e la Termoli dei Beni Comuni, prima della fine dell’amministrazione Sbrocca sarebbe stata presentata una finanza di progetto da 4milioni di euro «per riqualificare il parco, affidandone per 20 anni la gestione e i ricavi a un privato, che sarà “ricompensato” ottenendo, sempre per 20 anni, la gestione del trasporto pubblico locale, del terminal bus, dei nuovi parcheggi che verrebbero realizzati a Rio Vivo e di un nuovo servizio di bike sharing». Il tutto attraverso la realizzazione di 300 nuovi parcheggi in aggiunta ai 65 già esistenti, di cui 240 a pagamento, 110 con disco orario e 15 per disabili. «Seimiladuecento metri quadri di verde saranno sacrificati. La nuova piscina – ha proseguito la Stumpo – avrà una copertura sulla quale si edificheranno un ristorante, una palestra e sale conferenze: altro cemento a pioggia nell’unico polmone verde di una città ostaggio delle macchine. Il Comune non ricaverà nulla perché i ricavi della gestione saranno totalmente consegnati all’impresa che si impegna alla manutenzione ma senza alcun rischio perché solo dalla gestione del trasporto pubblico locale sono garantiti più di 2milioni l’anno, indicizzati». Di qui l’appello alla cittadinanza: «fermiamo questo progetto costruito senza informare la città, che cementifica il parco e lo apre alle macchine».

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