Via Garibaldi triste e ferita per lo scellerato taglio dei pini secolari: non si ferma l’indignazione dei cittadini

Flavio Brunetti: «Se solo avessero saputo, si sarebbero fermati»

Chi oggi attraversa quella strada ha l’impressione di non esserci mai passato. Perché via Garibaldi, il tratto finale, ha cambiato volto. Triste e ferita dall’abbattimento scellerato di una decina di pini secolari. Stavano lì da più di 100 anni quegli alberi e c’è voluta l’amministrazione 5 Stelle, quella che decantava il verde pubblico e “tornerà città giardino” come un mantra per realizzare un vero e proprio scempio.

Le radici davano fastidio al marciapiede che presto sarà rifatto, una delle motivazioni addotte. Siamo sicuri che non ci fossero altre soluzioni? Magari una segnaletica poteva indicare il marciapiede presente al lato opposto della strada, ampio e in ottime condizioni. Si è scelta la via più semplice a discapito, ovviamente, della città. Per non parlare del fatto che tanti marciapiedi in città sono in condizioni pietose, impraticabili, alcuni rattoppati con l’asfalto. E il problema erano le radici dei pini secolari di via Garibaldi.

L’indignazione dei cittadini campobassani, non solo dei residenti della zona, è stata manifestata sul web. Ma in tanti hanno contattato anche la nostra redazione per esprimere disappunto. E in tutto questo chi ha autorizzato quello scempio, un tempo paladino del verde pubblico, accesso contestatore di ogni piantina tagliata, continua a non fornire adeguate spiegazioni. Seppur a scempio avvenuto.

I cittadini ora temano che tale aberrazione possa riguardare anche i pini ai piedi della collina Monforte.

Tra i tanti messaggi di protesta per il taglio degli alberi di via Garibaldi, riportiamo quello di Flavio Brunetti, architetto, cantastorie, fotografo e intellettuale della nostra città.

«Scrivo anche io un necrologio: questo in foto è il morto. Uno dei dieci pini secolari tagliati dall’amministrazione 5S della mia città, Campobasso, perché le loro radici davano fastidio alle mattonelle del marciapiede.

Se solo loro avessero saputo contare gli anelli del tronco al taglio del povero primo pino monumentale, ne avrebbero contati quasi cento. Ognuno di essi racconta di un anno di vita della pianta. Forse si sarebbero fermati.

E’ così che addirittura si è adirato il rappresentante al Comune della Lega del Nord (quella dei 49 milioni di euro fatti sparire)…. dove siamo finiti!

Signore, perdona loro che non sanno quello che fanno!» dim