Vertenza Atm, “Dopo la denuncia la durissima presa di posizione della Regione”

La regione Molise scrive all’Ispettorato del lavoro e all’Inps intimando la Società di trasporti a pagare (entro 5 giorni) il debito di 540mila euro per i contributi previdenziali non versati. Nel frattempo Filt Cgil e Fit Cisl organizzano per domenica un’assemblea con i lavoratori delle imprese molisane per parlare non soltanto della vertenza Atm, ma anche del Bando di gara europeo, della mancanza di risorse per il settore e della vetustà dei mezzi soprattutto nelle città capoluogo

Continua il braccio di ferro tra la Regione Molise e la società ATM, l’azienda principale per numero di addetti e di km percorsi che espleta il trasporto pubblico regionale. E se da un lato la società è stata esclusa ancora una volta dal pagamento delle spettanze regionali per i servizi di tpl resi nel mese di ottobre per non aver presentato (unica azienda inadempiente) le relative fatture al momento dell’emissione della Determina dirigenziale n. 6787 del 15/11/2022, lo scontro in atto si è arricchito di un ulteriore capitolo. 

5 GIORNI PER METTERSI IN REGOLA E PER PAGARE IL DEBITO DI 540MILA EURO – La Regione infatti con una nota formale dello scorso 18 novembre indirizzata all’Atm ma anche per conoscenza all’Ispettorato nazionale e Territoriale del Lavoro, nonché alle Sedi Inps regionale e provinciali territorialmente competenti, ha intimato la stessa impresa a pagare (entro 5 giorni) il debito di 540mila euro per i contributi non versati al Fondo di Previdenza complementare di settore. L’omesso versamento a titolo di quota contributiva confermato peraltro ufficialmente dallo stesso fondo e a cui hanno aderito i dipendenti di ATM, “costituisce – scrive il Direttore del servizio mobilità della Regione – rilevante violazione dall’art. 11, in particolare comma 4, del contratto di servizio”. E da qui l’intimazione a pagare immediatamente il debito previdenziale complementare e di “darne comunicazione e documentazione non oltre 5 giorni dal ricevimento della presente, con salvezza di risoluzione del rapporto convenzionale”, il cui procedimento peraltro risulta formalmente già avviato.

STIPENDI NON PAGATI, I LAVORATORI CHIEDERANNO ALLA REGIONE LA SURROGA – Ma a breve la Regione riceverà e sempre per il tramite delle Organizzazioni Sindacali, ulteriori comunicazioni controfirmate dai dipendenti al fine di segnalare formalmente e ai sensi dell’Art.30 c.6 D.Lgs 50/2016 il ritardo nel pagamento della retribuzione da parte della società di trasporto pubblico locale ATM Spa. Nello specifico le suddette segnalazioni riguarderanno prevalentemente la mensilità di ottobre e per la quale a tutt’oggi l’impresa non ha ancora provveduto né a corrispondere la retribuzione né a consegnare il relativo cedolino paga ai dipendenti. L’intento è quello di applicare quanto previsto dal Codice degli appalti ovvero indurre la Regione, in qualità di stazione appaltante, a pagare direttamente ai lavoratori le retribuzioni arretrate in luogo dell’affidatario del contratto risultante inadempiente. 

L’ASSEMBLEA CON I LAVORATORI PER PARLARE NON SOLO DI ATM – E sulla vicenda ATM ma anche sulle altre importanti tematiche verterà l’assemblea indetta da queste sigle sindacali e programmato per domenica mattina con i lavoratori delle aziende molisane del trasporto pubblico. Lo scopo sarà quello di rendere edotti gli stessi sul bando di gara europea indetto dalla Regione Molise per l’affidamento dal 1° gennaio 2023 (e per i successivi nove anni) dei servizi di Trasporto pubblico locale automobilistico extraurbano del bacino unico territoriale regionale e per il quale il termine ultimo per la ricezione delle offerte è stato fissato per le ore 12:00 del 19/12/2022 (salvo presumibili ricorsi al TAR e che comunque non sono da escludere visti i precedenti). Inoltre con i lavoratori verrà affrontato anche il tema della mancanza di risorse atteso che il Fondo Nazionale dei trasporti e che finanzia in gran parte il trasporto pubblico è largamente insufficiente a coprire la domanda di mobilità del Paese. Manca all’appello infatti almeno un miliardo di euro anche in relazione alla forte contrazione dei viaggiatori trasportati nell’ultimo triennio, fattore che ha persino strumentalmente indotto le aziende a non onorare gli impegni assunti in occasione del rinnovo dell’ultimo contratto nazionale di lavoro. Infine si parlerà anche di trasporto urbano i cui servizi sono di competenza delle rispettive amministrazioni comunali (Campobasso, Isernia e Termoli) e dalle quali attendiamo risposte rispetto al superamento del monopolio e degli affidamenti diretti, ma soprattutto per quanto attiene il rinnovo del parco mezzi tristemente e pericolosamente vetusto e non adeguato.

FRANCO ROLANDI (FILT CGIL) – SIMONE VITAGLIANO (FIT CISL)