Venafro, Buono e Iannacone: “Stop a tasse, riduzione Imu e concessione gratuita del suolo pubblico”

“Le restrizioni all’attività economica e sociale determinate dalla vigente normativa – scrivono in una nota i consiglieri comunali di Venafro Stefano Buono e Adriano Iannacone – ingigantiscono la grave crisi economica che già persisteva a Venafro. Anche il Comune, con immediatezza e concretezza, deve fare la propria parte per dare una mano alle attività produttive, ai negozi, agli artigiani e alle famiglie in grande difficoltà. Prevedendo non solo una sospensione ma anche un’interruzione delle tasse comunali oltre ad un abbattimento delle aliquote.

Ciò che ha deliberato la Giunta Comunale con deliberazione n. 55 del 23 aprile 2020 non risulta produttivo di alcun tipo di beneficio poiché è un atto che, di fatto, non avrà destinatari. La sospensione di tributi ed entrate comunali patrimoniali da aprile-maggio a giugno 2020 è un non provvedimento. Non solo perché trenta giorni di dilazione non sono bastevoli ma, soprattutto, poiché in questo periodo non si ha alcuna scadenza naturale per tributi Comunali. E’ evidente, quindi, che il provvedimento toccherebbe solo coloro i quali avevano deciso di pagare spontaneamente   e che, a rigor di logica, lo faranno ugualmente.  Ci sono commercianti e piccoli operatori economici che, nonostante i sussidi di rango statale, hanno prodotto perdite notevoli e andranno incontro ad un periodo buio e privo di certezze nel quale i consumi non saranno sicuramente quelli ante- Covid.

Ecco perché ci pare necessario concedere una sospensione autentica dei tributi. A tal proposito, con tutta probabilità, Il Governo stabilirà lo slittamento dell’acconto IMU da giugno a settembre 2020. Ci sembra doveroso azzerare, per le attività commerciali che sono state chiuse e per il relativo periodo di chiusura, le tasse comunali. Diversamente pagherebbero per un servizio non ricevuto. Pensiamo sia opportuno concedere gratuitamente l’occupazione di ulteriore spazio di suolo pubblico per dare la possibilità, soprattutto in estate, alle attività commerciali di lavorare e alle persone di vivere il tempo libero e di consumare in sicurezza e mantenendo il distanziamento sociale. Infine, anche a prescindere dall’emergenza economica attuale, aprire una seria riflessione per ridurre significativamente l’aliquota IMU pagata dai Venafrani. La stessa che, unitamente ad una rendita catastale eccessiva, determina il pagamento di un’imposta equivalente ad alcune zone di Roma dove il valore reale degli immobili è, però, più che triplo. Sarebbe superfluo rimarcare come in questa fase di depressione economica che ci attende il perdurare di questo alto livello di aliquota determinerebbe una definitiva stagnazione del mercato immobiliare ed edilizio e, quindi, un impoverimento ulteriore della popolazione.  Affrontare con urgenza questi temi e saper prendere i giusti provvedimenti o scegliere di non farlo farà la differenza tra accompagnare la ripresa del tessuto socio-economico venafrano o sancirne la fine”.

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