Franco Valente: “Io riabilitato dall’Ordine. Finito un incubo”

Nuovarreda

La vicenda della radiazione dall’Ordine degli architetti di Franco Valente aveva avuto risonanza nazionale ed aveva mobilitato migliaia di persone a sostegno della onorabilità e della professionalità di Franco Valente, noto per la grande quantità di studi fatti sul Molise e per la sua attività di professionista impegnato nel restauro di importanti monumenti. Dopo il recente reintegro, Franco Valente ha rilasciato questa dichiarazione: “Sono stati mesi terribili per me e per la mia famiglia. Essere cancellati senza possibilità di replica e senza alcun motivo dall’Ordine degli Architetti ha significato mortificare la mia persona e offendere l’intera categoria degli Architetti per la quale ho speso i migliori anni della mia vita. Devo ringraziare in questo complicato percorso gli avvocati Claudio Neri e Mario Valente. Il primo che mi ha sostenuto magistralmente nella fase delicata del ricorso presso il Consiglio Nazionale degli Architetti e il secondo che ha dovuto sostenere la fase drammatica del giudizio dell’Ordine di Isernia quando sistematicamente venivano fatte emergere le assurde pretese del Presidente Dituri e dei componenti del Consiglio. L’imponente mole della documentazione giuridica raccolta dagli avvocati Neri e Valente ha portato ad una significativa vittoria che avrà conseguenze in campo nazionale. Per capire l’assurdita del comportamento del Dituri e dei suoi colleghi basta ricordare che fui costretto a chiamare i Carabinieri perché il Consiglio dell’Ordine scrivesse il verbale del Consiglio con il quale si decideva la cancellazione, altrimenti del clamoroso abuso non sarebbe rimasta neppure  una traccia. La vicenda adesso sicuramente si sposterà sul piano civilistico. L’Ordine degli Architetti di Isernia mi ha arrecato un danno incommensurabile non solo dal punto di vista economico per la decina di revoche di incarichi professionali da parte di privati e pubbliche amministrazioni, ma anche sul piano morale perché la notizia ha determinato un danno di immagine proporzionato alla mia notorietà”.

 

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