Vaccini bloccati dal Covid 19, la protesta delle mamme

Situazione di grossa difficoltà all’ambulatorio per le vaccinazioni dei neonati e bambini a Isernia. Un rallentamento causato dal lock down per il Coronavirus che ha provocato la reazione delle mamme che hanno scritto una lettera aperta, denunciando le disfunzioni in atto:
«Com’è noto – scrivono nella loro lettera le mamme – l’Asrem di Isernia fornisce il relativo servizio esclusivamente nelle giornate di martedì e venerdì, senza prenotazioni, ma procedendo a effettuare le vaccinazioni esclusivamente su 30 bambini presenti al momento dell’apertura al pubblico, peraltro in locali angusti e non adeguati, tenuto conto sia dell’afflusso dell’utenza, sia sotto il profilo igienico/sanitario (vi è un solo bagno, senza distinzione di sesso, presso cui è collocato anche l’unico fasciatoio per il cambio dei neonati). A parte ciò, vi informiamo che dai inizi marzo, all’indomani dell’emanazione delle disposizioni emergenziali relative al COVID-19, a tutt’oggi la Asrem non garantisce la somministrazione delle vaccinazioni obbligatorie a tutte le fasce d’età. Più precisamente, il servizio è ripreso a partire dalla seconda metà di aprile, ma solo per i bambini nati tra novembre 2019 e gennaio 2020, ossia quelli mai vaccinati prima. Detta situazione non è ad oggi mutata, nonostante sia trascorso più di un mese. Ciò pregiudica gravemente il diritto alla salute dei nostri bambini, – prosegue la pubblica denuncia – considerato che non è possibile, allo stato, somministrare le dosi per il richiamo di vaccini che, invece, dovevano essere effettuati già nel mese di marzo. Nonostante i ripetuti solleciti effettuati, l’Asrem non ha inteso in nessun modo porre riparo alla situazione. Sono i vertici a dover eventualmente aumentare i turni di vaccinazione, dunque infermieri e medici di Isernia non sono nella condizione di poter dare alcuna risposta certa alle famiglie.  L’Azienda sanitaria non si è infatti, organizzata nel monitorale la situazione dei minori presenti sul territorio, onde valutare le urgenze e predisporre un calendario per le vaccinazioni, né ha inteso dedicare altri giorni, oltre al martedì e al venerdì, per tentare di ridurre l’arretrato. Detta condotta è del tutto irresponsabile, considerato che si ripercuote sulla salute dei soggetti più vulnerabili. Si segnala, infine – conclude la nota – che altre Asl presenti sul territorio nazionale, con un carico di utenti di gran lunga superiore al nostro (ad esempio quelle di Roma), non hanno mai interrotto la somministrazione dei vaccini, oppure soltanto per brevi periodi».

Da rilevare, inoltre, come in alcuni casi, dopo mesi di silenzio da parte dell’Asrem, alcune mamme abbiano deciso di telefonare o recarsi di persona presso gli uffici del Distretto sanitario di Isernia per farsi ‘mettere in lista’, lasciando un recapito telefonico nella speranza di essere chiamate, chissà quando, per recuperare i vaccini non fatti in questi mesi ai loro bambini. Ma una prassi del genere non può essere demandata all’intraprendenza delle mamme: se è così che bisogna fare, dev’essere l’Asrem, ancora una volta, a dare comunicazione precisa su come procedere.

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