Uno strepitoso Vecchioni conquista il Teatro Savoia di Campobasso

Successo per il concerto del cantautore milanese organizzato dalla Fondazione Molise Cultura

Ragazzini in prima fila a cantare le canzoni di un quasi 80enne. In piedi ad applaudire un quasi 80enne di nome Roberto Vecchioni. Le canzoni d’autore, anzi la poesia, hanno il potere di unire generazioni, di abbattere muri e costruire ponti. Forza di quella cultura invocata nella serata di ieri, domenica 8 maggio, dal cantautore milanese. Che ha mandato in visibilio un intero teatro, sold out per l’occasione. Due ore di musica e parole, ma anche di lezioni di vita, impartite da un professore che non smette di sognare neanche alla soglia degli 80 anni.

Grazie allo spettacolo organizzato dalla Fondazione Molise Cultura, Vecchioni ha portato in scena “L’infinito, parole e musica” ed è partito da Leopardi, da una lettura differente rispetto al tema dominante delle “tristezza” per parlare di presente e soprattutto di futuro. Dell’importanza di non arrendersi mai e di combattere per realizzare i propri sogni.

Accompagnato da due straordinari musicisti, Massimo Gelmini alla chitarra e Lucio Fabbri al violino chitarra, mandolino e piano, il professore ha ripercorso gran parte del suo repertorio. Partendo da “Com’è lunga la notte”, “Recanati”, “Ti insegnerò a volare”, canzone cantata anche con Francesco Guccini e dedicata ad Alex Zanardi, il cui esempio è stato portato da Vecchioni per rappresentare la forza d’animo e la volontà di non arrendersi mai, per sovvertire ogni destino. “Formidabili quegli anni”, preceduta da “Bella Ciao” e poi “Velasquez”, “El Bandolero stanco”, sulle cui note il pubblico ha iniziato a scaldarsi per «una canzone che ha 25 anni» – ha detto in sala Vecchioni. E infine gli intramontabili “Sogna, ragazzo, sogna”, “Luci a San Siro” e “Samarcanda”.

Una grande serata di musica e poesia al teatro Savoia grazie ad un professore d’altri tempi, un poeta dei giorni nostri e un cantautore intramontabile: Roberto Vecchioni.