“Unire Termoli a Vasto e San Salvo”, si accende il dibattito

“Potrebbe essere una grossa opportunità da sfruttare cosi come accadrà per la ’Nuova Pescara’ che verrà istituita il primo gennaio del 2024 e che nascerà dalla fusione dei comuni di Pescara,  Montesilvano e Spoltore”

Dopo la notizia della nascita della ‘Nuova Pescara’, città che nasce dalla fusione dei comuni di Pescara,  Montesilvano e Spoltore e che verrà istituita dal 1 gennaio del 2024 si è aperto un dibattito anche per quel che riguarda le città di Vasto, San Salvo, Cupello e Monteodorisio. Ma non è tutto. Il dibattito si è spostato in queste ultime ore anche su Termoli. 

Ad intervenire su ‘Noi vastesi’ anche Giuseppe Tagliente, già Presidente del Consiglio Regionale Abruzzese, con una visione molto più ampia: secondo lui andrebbe coinvolta anche Termoli. 

“Contrariamente a quanto comunemente si crede -si legge su noivastesi.blogspot.com-  ritengo non sia l’accidia la componente negativa del carattere dei vastesi ma la loro scarsa propensione ad immaginare scenari e percorsi legati al futuro della loro Città; il ritenere probabilmente oziosa questa pratica invece largamente praticata in altre città, almeno dalle classi dirigenti. L’idea che personalmente mi sono fatto circa il futuro possibile e sostenibile della nostra Vasto passa anzitutto per la riappropriazione di un concetto o più esattamente di un toponimo che si chiama Frentania. Cancellata dalla geo- politica italiana soprattutto a seguito della creazione delle Regioni, la Frentania, che anticamente si estendeva da Lanciano sino a Serracapriola, è l’ambito naturale nel quale Vasto può trovare il suo spazio vitale ed il suo sviluppo economico e sociale. Soprattutto se il suo destino si lega a quello di Termoli  da cui il Trigno, assurto surrettiziamente a confine amministrativo, la separa. È in questo spazio, correttamente definibile come un unicum dal punto di vista della storia, della cultura, dell’economia, del costume che si gioca, a mio avviso, il destino della nostra Città negli anni a venire.

Vasto, Termoli, San Salvo possono offrire il contesto territoriale in cui si può giocare la partita della creazione di una città moderna a cui affidare la funzione di riferimento e di motore di sviluppo di tutto l’hinterland e fungere da contrappeso  alla metropoli pescarese diventata  asfissiante e paralizzante per il resto del territorio abruzzese.

Inseriti in un unico ed organico sistema, Vasto e le città consorelle possono costituire la base per la edificazione di una smart city, come va di moda dire, capace di generare progetti di riqualificazione urbana, di ottimizzazione della rete stradale e dei trasporti, dell’offerta turistica e degli standard della sicurezza e dove infine possono trovare una ragione d’ essere, anche sotto il profilo dell’economia di scala, istituzioni e servizi di primaria importanza che oggi rischiano la chiusura come i Tribunali, il declassamento come nel caso degli ospedali oppure  la sottoutilizzazione nel crescente traffico navale sull’Adriatico come per i bacini portuali di Vasto e Termoli.

La mia visione della Vasto futura va in questa direzione. Non so se mai potrà avverarsi, ma io ci credo e l’affido a questo librettino che ne contiene altre certamente migliori e più stimolanti della mia”.