Unire la pesca e il turismo per aprire un volano di sviluppo del settore: nasce la proposta di legge

Obiettivo è quello di imbarcare sui motopescherecci i turisti facendoli vivere a contatto con i marinai per capire i segreti del mestiere, le tradizioni di ogni famiglia e i rituali di un mondo affascinante ma spesso sconosciuto

Si chiama pescaturismo ed è una forma di “turismo responsabile” che nasce con l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente marino e sviluppare un modello in grado di superare quelle normative che rappresentano il ‘collo di bottiglia’ di questa forma di turismo esperienziale e che non ne permettono uno sviluppo adeguato.

Un progetto che nasce con l’obiettivo di unire la pesca al turismo, imbarcando sui motopescherecci i turisti e facendoli vivere a contatto con i marinai per capire i segreti del mestiere, le tradizioni di ogni famiglia, i rituali di un mondo affascinante ma spesso sconosciuto.

Una formula che è diventata un volano di sviluppo dell’economia ma che in Molise era ancora abbastanza sconosciuta almeno fino a pochi mesi fa quando è stato avviato il progetto Tourismed Plus che ha portato i partner a predisporre una proposta di legge sulla pescaturismo.

I risultati del progetto sono stati presentati questa mattina, 22 giugno, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso la Cala Sveva di Termoli. La conferenza internazionale che si è svolta in basso Molise chiude il percorso di lavoro con la proposta di legge in ognuno dei territori di competenza dell’Interreg: l’Italia e il Molise con l’Aast, la Corsica, la Spagna, la Bosnia Erzegovina e il Montenegro.

L’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo ha presentato per il Molise una integrazione alla proposta di legge regionale sul pescaturismo già esistente, attualmente depositata in II Commissione della Regione Molise.
L’incontro conclusivo di Termoli, organizzato dall’Aast, ha visto la partecipazione dei partner europei e del direttore del Dipartimento del Turismo della Regione Molise Nicola Pavone.

Numerosi gli interventi dei presenti: i rappresentanti della Fondazione Porto di Valencia, ente capofila di Tourismed Plus, della società Prism per l’Italia, della Corsica, di Neum e Ulcinj. Per tutti è emersa l’esigenza di adeguare le normative esistenti affinchè il pescaturismo diventi un’attività attuabile per i pescatori e permetta loro di integrare il reddito della pesca.

“Il pescaturismo esiste già ma le normative di oggi in Italia non rendono attuabile questa forma di turismo esperienziale – dichiara Alessandro Melillo della Prism, promotore del Progetto europeo -. Per tale motivo stiamo approntando emendamenti alle leggi esistenti per promuoverne e incentivarne l’attività”. 

“E’ uno dei primi progetti che abbiamo messo in campo con l’obiettivo di lavorare sulla filiera artigianale e di vedere come si possono apportare delle nuove prospettive per mantenere le attività come il turismo e la pesca”. Una prospettiva che diventa ancora più importante in un momento storico nel quale le aziende legate al mondo della pesca sono messe in ginocchio dalla crisi del gasolio e dalla carenza di pescato.

“E’ una formula che ha delle potenzialità enormi – ha proseguito Melillo – e che permette ai pescatori di avere un introito extra che è interessante in questo periodo storico”.