Unilever, venerdì sciopero contro il progetto di riconversione

Unilever, si torna a parlare di sciopero. Il progetto di riconversione dell’azienda per le Rsu deve essere chiarito fino in fondo. E venerdì i lavoratori dello stabilimento incroceranno le braccia per un’ora a fine turno. Ad indire l’agitazione la Rsu, con Mario Scioli e Marcello Cerulli (entrambi quota Cisal) e Luigi Barletta (area Cgil) che hanno sottoscritto un duro comunicato per illustrare le ragioni della vertenza. Pomo della discordia “l’esame
d’espansione” azionato dalla multinazionale e che verrà discusso oggi presso il Ministero del Lavoro, che consente alle aziende una pluralità di azioni: far uscire personale a 60 mesi dalla pensione di vecchiaia o di anzianità con un percorso di esodo incentivato; assumere risorse qualificate; utilizzare la Cigs fino a 18 mesi con una riduzione media oraria del 30% per i lavoratori privi dei requisiti per lo “scivolo”; formare i dipendenti sulle competenze che necessitano di aggiornamenti, in primis sul fronte tecnologico. Ricordiamo che Unilever va verso la newco con il progetto di riconversione industriale che sarà portato avanti dalla multinazionale in società con la Seri Plast di San Potito Sannitico (Caserta). Entro il 2024 dovrebbe quindi vedere la luce uno dei più avanzati siti in Europa per la produzione di plastica riciclata.
Tuttavia, alcuni lati dell’operazione non vanno giù alla Rsu: “Il 24 maggio l’azienda ha avviato la procedura finalizzata alla stipula del contratto di espansione. È bene ricordare però i motivi che ci hanno costretto nostro malgrado ad aprire una nuova fase conflittuale. Ci troviamo di fronte ad una trattativa dove l’azienda si limita a comunicare le decisioni che prende, senza dare nessuna risposta alle domande dei lavoratori”.