Una vera e propria piaga sociale: droga barattata anche con l’olio d’oliva

D’Angelo: «Al concetto di stupefacente occorre associare quello di morte»

Della Valle

«Al concetto di droga occorre sempre associare quello di morte. Fisica per chi l’assume e psicologica per le loro famiglie», così il procuratore Nicola D’Angelo nel corso della conferenza stampa in cui è stato tracciato il bilancio dell’operazione “Alpheus 1”. Il blitz, all’alba di martedì 4 dicembre, dei Carabinieri del Ros e dei comandi di Campobasso, Chieti, Isernia e Foggia nel corso del quale è stata sgominata una banda dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti (perlopiù cocaina) nel basso Molise, con base operativa a Portocannone. I mercanti di droga, di nazionalità romena, albanese e italiana, sono stati raggiunti da sei ordinanze di custodia cautelare in carcere e due divieti di dimora. L’ipotesi di reato è di “associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti”.

Ancora un segnale dunque, che dimostra quanto il Molise non sia più un’isola felice immune da crimini di tal genere. Come si evince anche dalle ultime due operazioni portate a segno: “Pacco Free” e “Lungomare”. In regione ormai la droga è sempre più una piaga sociale, sulla quale la criminalità organizzata sta continuando a costruire una vera e propria fortuna. Inoltre, sembrerebbe che i tossicodipendenti siano disposti persino a rubare olio d’oliva da barattare con la droga. E ciò, forse, spiegherebbe anche i diversi furti “anomali” portati a segno negli ultimi due mesi e saliti all’onor della cronaca locale proprio per la loro natura al quanto bizzarra. Diversi, infatti, i colpi portati a segno in garage e cantine situati in più zone della città. Non ultimo quello verificatosi la settimana scorsa in alcuni box di un quartiere in via Puglia, dove sono stati sottratti diversi litri di olio extravergine. Le indagini ancora in corso sembrerebbero essere vicine ad una svolta. E non si sa ancora se quest’ultimo episodio sia legato a quelli già verificatisi lo scorso ottobre. Quando a finire nel mirino dei ladri sono stati i quartieri di Vazzieri, via Garibaldi, via Mons. Bologna, via Gianbattista Vico e via S. Giovanni sottraendo la stessa refurtiva e, sembrerebbe, con lo stesso modus operandi. «Occhi aperti», questo l’appello ai cittadini ribadito più volte dal sostituto procuratore Vittorio Gallucci che invita a trovare il coraggio di denunciare «perché – sottolinea – questa è una guerra che uniti si riuscirà a vincere».

Della Valle

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