Una stazione obsoleta

di Federico Di Bona

La stazione di Campobasso fu inaugurata nel 1883 al fine di garantire un collegamento tra Roma e i principali centri molisani, nonché l’ implemento dei collegamenti con la Puglia. Completata da un edificio composto da più piani e da una facciata in mattoncini, dove tutt’oggi regna un orologio.

La storia delle linee ferroviarie molisane non è delle più belle, siccome durante la seconda guerra mondiale alcuni tratti vennero danneggiati ed alcuni distrutti a causa dei bombardamenti. In seguito furono ripristinati, ma oggi non tutti sono utilizzati.

L’ elettrificazione della linea è parziale infatti la si trova solo lungo il tratto da Rocca Ravindola a Vairano Caianello. Questo è letteralmente un punto a sfavore, dato che prevalgono le locomotive a diesel (in origine a vapore), infatti un punto di sviluppo sul quale bisognerebbe lavorare per garantire un minor inquinamento ambientale è l’ elettrificazione dell’ intera tratta molisana.

Gli utenti finali non vengono stimolati all’utilizzo di questo mezzo pubblico siccome altri mezzi di trasporto quali gli autobus offrono un servizio migliore.

Negli ultimi anni la stazione è stata soggetta a miglioramenti, tra cui l’ adeguamento degli impianti; rinnovo dei servizi igienici; inserimento di percorsi tattili per non vedenti. L’ultimo miglioramento effettuato, ma ancora in corso di costruzione, è l’ implementazione di un nuovo sottopassaggio atto al raggiungimento del terminal, che potrebbe essere completato a breve, al fine di favorire l’ attraversamento locale della città in direzione ovest-est.

Ovviamente in un futuro prossimo si spera che questa struttura verrà migliorata e presa anche in considerazione da molti più pendolari.