Una giornata per ricordare Stefania Cancelliere

In memoria dell’isernina vittima di femminicidio, la tragica storia di una madre strappata alla vita

Un’occasione per ricordare Stefania Cancellare, quella di oggi, 25 novembre. Ricorre la giornata contro la violenza sulle donne e Isernia vuole ricordare Stefania Cancelliere, informatrice farmaceutica isernina, uccisa violentemente dall’ex marito, Roberto Colombo, a colpi di mattarello nell’atrio della palazzina al numero civico 6 di via Marconi nel 2012.

L’uomo, primario di Oculistica all’ospedale di Gravedona, non si era rassegnato alla fine della loro storia e, quindi, l’ha colpita ottanta volte con un matterello lungo 60 cm. A lanciare l’aiuto erano stati i vicini di casa, allertati dalle grida disperate della donna. Sul posto erano giunti immediatamente gli agenti della Polizia di Stato. <<È stato agghiacciante – raccontano i residenti -. Abbiamo visto Roberto con il mattarello in mano che rincorreva Stefania, già sanguinante. Lui continuava a colpirla in testa, fino a quando lei si è accasciata al suolo, nell’atrio, in una pozza di sangue. Noi abbiamo cercato di fermarlo, ma lui era una furia>>. Quell’uomo che la riempiva di attenzioni, fiori e regali e che a lei sembrava un principe azzurro mostrò un altro volto quando iniziò la convivenza: era ossessionato dall’ordine e dalla pulizia e voleva avere il controllo su ogni cosa e con l’arrivo di due figli la situazione finì per peggiorare. <<Mise introno alle bavette dei figli, addirittura una pellicola per non farle sporcare>>, dichiara il fratello della Cancelliere, che, sebbene avesse già scoperto ben due tradimenti dall’ex marito, si decise a cacciarlo solo quando l’ennesimo litigio finì con un’aggressione fisica. Il medico non andò molto lontano e si trasferì al primo piano della stessa palazzina dove abitava Stefania con i suoi tre figli, continuando a controllarla e a seguirla. Quando la vittima conobbe un altro uomo, un ballerino di tango, e sembrava aver trovato la serenità, si scatenò la furia dell’assassino che, dopo aver tentato invano di ritornare con lei, nel pomeriggio del 27 giugno pose tragicamente fine alla vita di Stefania, ai suoi sogni, ai suoi progetti, alle sue speranze. Magra consolazione per i familiari l’arresto di Roberto Colombo, condannato a 17 anni di reclusione mentre rimane, ancora oggi, il dolore di coloro che la amavano davvero.

Gaia Di Michele