Una “bussola” per guidare i ragazzi. «Siamo i pattuglianti della rete»

A Termoli la tappa di “Una vita da social”: in piazza Monumento il Truck della Polizia Postale

Se il Molise può essere considerato a tutti gli effetti un’isola felice rispetto ai reati che si attuano in rete l’obiettivo è quello di mantenere alta l’attenzione rispetto ai tanti pericoli che i ragazzi possono incorrere nell’utilizzo della rete e dei social. Si chiama “Una vita da social” ed è la campagna itinerante che la Polizia Postale e delle Comunicazioni sta portando avanti su tutto il territorio italiano. Oltre 60 le tappe che il Truck della Polizia sta compiendo per spiegare tecnicamente ai ragazzi quelli che sono i rischi della rete perché se c’è una certezza è che i giovani devono essere al corrente di come vanno utilizzate le nuove tecnologie in un’epoca che si muove sempre più alla velocità del 4.0. Di qui una lezione tecnica sull’utilizzo dei più “gettonati” mezzi di comunicazione social, da Whatsapp a Facebook passando per tutti i pericoli che si celano dietro questi mezzi, compreso il furto della personalità e il revenge porn. Reati che in Molise sono ancora (e fortunatamente) abbastanza “sconosciuti” ma nei quali c’è sempre la possibilità di incappare. «Noi siamo i pattuglianti della rete e questo incontro mira a farci conoscere ancora di più ed evidenziare questo contatto con i cittadini e le giovani generazioni», ha affermato Gabriele Di Giuseppe, dirigente della Polizia Postale, al suo fianco Nevio Di Vincenzo, dirigente del Commissariato di Termoli. E in tanti si sono fermati ad osservare il Truck della Polizia “parcheggiato” in piazza Monumento. Cinque le scuole che hanno partecipato all’iniziativa. «Lo scopo è sicuramente preventivo – ha affermato Di Giuseppe – Una vita da social è un momento di prevenzione che si affianca alle attività repressive. Si tratta di incontri nei quali andiamo ad illustrare ai ragazzi le opportunità e la portata di internet ma al tempo stesso i suoi pericoli, cercando di consegnare ai ragazzi una bussola per la navigazione in un mare vasto come quello della rete. In Molise la situazione non è preoccupante – ha proseguito – abbiamo una buona attività sia di prevenzione che di repressione dei reati specifici ma l’uso sempre più grande di internet comporta anche una esposizione a nuovi reati che prima non avevamo. Il servizio di Polizia Postale è pronto anche sui rischi delle nuove generazioni e attraverso la specialità della Polizia di Stato si riesce a contrastare quelli che sono i reati nel web perché ci si avvale di personale altamente specializzato».