«Un pugno di cittadini possono far valere i propri diritti»

Comitato No Tunnel, M5S e avvocati insieme per commentare la sentenza del Tar che ha bloccato il progetto di riqualificazione urbana

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REDAZIONE TERMOLI

«Abbiamo sostanzialmente dimostrato che un pugno di cittadini possono far valere il proprio diritto, possono far valere la giustizia di fronte alla straprepotenza di chi pensa di fare delle cose in violazione di legge». Pesano come macigni le parole pronunciate questa mattina dell’avvocato Vincenzo Iacovino, coprotagonista insieme al fronte No Tunnel dello storico risultato giuridico in merito al famoso progetto di riqualificazione del centro storico, ovvero l’accoglimento da parte del Tar Molise del ricorso presentato dal Coordinamento “No Tunnel”, da Nick Di Michele (M5S) e Pietro D’Andrea (Fiba Confesercenti). Un risultato tanto significativo – visto che almeno per il momento pone la parole fine ad un’idea di riqualificazione urbana che ha rappresentato il leitmotiv dell’intero quinquennio amministrativo – tanto quanto inaspettato per gli stessi promotori. Gli stessi che, sull’onda dell’entusiasmo, hanno illustrato nel dettaglio, questa mattina in Piazza Sant’Antonio, la sentenza n. 209, attraverso cu il TAR ha accolto le richieste dei ricorrenti rappresentate dallo Studio Legale Iacovino, con l’assistenza degli Avv.ti Vincenzo Iacovino, Vincenzo Fiorini, Silvio Di Lalla e la collaborazione del dott. Giuseppe Fabbiano, per gravi carenze amministrative riferite sia alla VAS che della VIA provocando il definitivo “annullamento degli atti impugnati” – come si legge in sentenza. «Sostanzialmente – aggiunge l’avvocato Iacovino, accompagnato dai legali Vincenzio Fiorini, Giuseppe Fabbiano e al dottore di ricerca in urbanistica, architetto Beniamino Di Rico – la sentenza ha accertato due aspetti: il primo che il comitato no tunnel è legittimato a fare azioni. Il Tar ha infatti detto che questa legittimazione c’è non solo quando c’è un’associazione ambientalistica, ma anche quando c’è un comitato e c’è anche quando si tratta di urbanistica con riflessi sull’ambiente… ed è questo il caso. Perché è questo il caso? Perché – come da noi sostenuto – la variante al piano urbanistico che è stata approvata mal Comune di Termoli per consentire questo obbrobrio sostanzialmente manca della Valutazione Ambientale Strategica e manca della Valutazione di Impatto Ambientale. Cosa vuol dire questo? Quando ci sono interventi degli interventi che hanno un riflesso importante per la loro consistenza sul territorio, bisogna valutare con anticipo e bisogna tracciare con anticipo quelle che sono le conseguenze sull’ambiente. Abbiamo dimostrato che in assenza di queste valutazioni quest’opera non può essere realizzata». Poi aggiunge: qualora questa sentenza trovasse l’assenso anche da parte del Consiglio di Stato – il riferimento è al ricorso già preannunciato da Sbrocca – chi pagherà i soldi spesi. Ecco perché noi faremo la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica e alla competente Procura della Corte dei Conti. Oltre al peso giuridico la sentenza porta inevitabilmente con sé anche un “peso politico”, visto che – come sottolineato dallo stesso avvocato – «ha rappresentato una battuta d’arresto» per l’amministrazione e per il proprio sindaco ora impegnato nel ballottaggio. Questa sentenza – ha commentato Nick Di Michele – ha a chiuso un ciclo di un amministrazione politicamente inutile, che ha basato la propria amministrazione unicamente su questo progetto. Questa volta la comunità è riuscita a vincere. Non ce lo aspettavamo ma poteva arrivare prima» chiosa l’esponente pentastellato, alludendo maniera neanche poco velata alla possibilità di un esito diverso delle urne qualora la sentenza fosse stata resa nota prima.

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