Un ordine del giorno contro «i muri della vergogna»

Il documento, presentato da Esposito (Fi) e altri consiglieri, sarà discusso giovedì 12 in Aula

REDAZIONE

di Antonio Di Monaco

«Costruire ponti, non muri». È il manifesto del ministero di papa Francesco che risuona spesso nei viaggi apostolici, negli incontri diplomatici e negli Angelus del pontefice. Di sicuro, avrà tinte ancora più marcate il prossimo 9 novembre in occasione del 30esimo anniversario della caduta del Muro di Berlino e “Giornata della libertà” contro ogni oppressione e totalitarismo pro- clamata dal Parlamento italiano. Di qui, l’ordine del giorno presentato dal capogruppo di Forza Italia, Domenico Esposito, Salvatore Colagiovanni (Popolari per l’Italia) e altri consiglieri, che sarà discusso nella seduta di Consiglio con- vocata per giovedì 12 settembre prossimo, che recepisce il messaggio del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la Tavo- la della Pace, la Marcia della Pace e della Fraternità Perugia-Assisi e la “Mia Scuola” contro “i muri della vergogna” chiedendo di organizzare un incontro pubblico di riflessione per il 9 novembre e di aderire allo stesso coordinamento. 

Purtroppo, a trent’anni di distanza, sono ancora molti i muri minacciano i diritti e la libertà. Molti sono stati innalzati negli ultimi anni come il muro di Trump ai confini con il Messico e il muro che divi- de la Palestina. Cemento armato, pesante, ma non quanto il materiale invisibile che costituisce i muri della povertà e delle disuguaglianze passando per quelli dell’indifferenza e del pregiudizio e arrivando a quelli dell’odio e del- l’intolleranza. Un’ideologia dilagante, ma soprattutto devastante che mette gli uni contro gli altri e lacera la vita di persone, famiglie, comunità, popoli e paesi che si può contrastare unendo le voci di quanti credono nei valori della libertà, della fraternità, della pace e dei diritti umani. La costruzione del Muro di Berlino segnò un’epoca molto buia e drammatica dell’Europa e del mondo. Per lungo tempo quel muro sembrò inamovibile. Ma poi, sotto la pressione di milioni di persone, venne abbattuto. Nel nome della libertà e dei diritti umani. E fu una grande festa di popolo che a 30 anni di distanza si rinnoverà nella fraternità, nella libertà e nella pace. 

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