Un notiziario radiofonico tutto in latino grazie e Radio Pagano

di Giuseppe Carozza

 Un’idea dal carattere sicuramente accattivante ed innovativo quella che sta per realizzarsi all’interno del Liceo classico del capoluogo regionale: la nascita di un giornale-radio in lingua latina che, supportato naturalmente da successiva traduzione in italiano, periodicamente ed all’interno di uno spazio alquanto contenuto (al massimo 10 minuti), possa informare in maniera agile, ma nello stesso tempo scientifica dal punto di vista linguistico, sui vari momenti vissuti all’interno del noto istituto campobassano. Questo particolare progetto, per certi versi unico nel suo genere, parte per iniziativa dell’autore del presente contributo ma si avvarrà, per la sua realizzazione anche tecnica, del contributo entusiasta di una redazione di studenti che, al pari del Dirigente scolastico prof. Sergio Genovese e di vari docenti, hanno accolto con curiosità una proposta del genere. In effetti, essa va ad aggiungersi al già ricco palinsesto che, dallo scorso anno scolastico, caratterizza Radio Pagano, l’emittente web del Classico aperta ad una programmazione di ampio respiro: dalla musica alla letteratura, dall’attualità allo sport, dalla spiritualità alla politica.                 Quali ragioni potrebbero essere alla base di una trasmissione basata sulla comunicazione attraverso una lingua che dai più – lo si sente ripetere quasi ad ogni piè sospinto – viene ormai ritenuta non solo antiquata ma, addirittura, inutile se non proprio “morta”? Senza volere a tutti i costi cadere in una facile apologìa della nostra lingua, varrebbe semplicemente la pena ricordare come, al di là di ogni inevitabile apertura culturale alle tante forme espressive tipiche del nostro tempo, il latino non solo continua a rimanere un punto imprescindibile per la nostra formazione umanistica ma, per certi aspetti, gode ancora di buona salute. Anzi, si ha l’impressione che rimanga uno dei pochi avamposti culturali, particolarmente nel nostro “Bel paese”, capace di continuare a mantenere in vita quell’inconfondibile idioma italico contro la sempre più crescente avanzata di forestierismi e tecnicismi che stanno togliendo vivacità e musicalità ai nostri più genuini aggettivi, sostantivi, verbi e avverbi resi incomparabili dalla straordinaria tradizione dei nostri più grandi autori. Sulla base dunque di tali presupposti questa rubrica, dal titolo Lycealis Hebdomada. Radiophonici nuntii Latine redditi, lungi dal voler apparire un appuntamento di pura esercitazione retorica o filologica, cercherà di parlare della vita dell’Istituto: dei suoi incontri, dei suoi dibattiti, dei suoi problemi, dei suoi studenti (anzi, soprattutto di loro), come si fa tra amici, in un tono colloquiale e con la speranza, evidentemente, di offrire un contributo prezioso in termini di conoscenze e di esperienze concrete. Come si diceva in precedenza, la trasmissione vuole proporsi quale occasione per riscoprire la lingua latina in un’ottica totalmente nuova rispetto al solito cliché dell’esperienza scolastica fine a se stessa, nel corso della quale la lingua in questione può spesso correre il rischio di essere più subìta che apprezzata in conseguenza, per lo più, delle sue innumerevoli regole grammaticali e sintattiche che, se pur necessarie, per tanti alunni rappresentano più una croce che una delizia in vista del suo apprendimento. Certo, occorrerà fare i conti, talvolta, con un patrimonio lessicale – quello classico – da adattare ed aggiornare rispetto ad un contesto sociale, politico e civile quale quello in cui siamo inseriti oggi che tuttavia, senza dubbio alcuno, contribuirà a renderlo ancor più vivo, utile e funzionale. Ecco allora che, pure di fronte ai tanti neologismi imposti dalla cultura contemporanea nei diversi campi della medicina, dello sport o della tecnologia, il latino potrà continuare a fare bella mostra di sé senza in alcun modo smarrire la sua bellezza ed il suo fascino. Nulla di male pertanto definire un concetto moderno come, ad esempio, i “corsi di aggiornamento” con il corrispettivo termine latino scholae ad praesentia accomodatae o magari l’ormai insostituibile “e-mail” con il più serioso publicus cursus electronicus. Chi sa quale tipo di reazione poi ci si potrà attendere nello scoprire che, facendo ancora una volta degli esempi a caso, l’attuale idea di “hi-tech” (high technology) nella lingua di Cicerone si sarebbe probabilmente espressa con la seguente perifrasi: res summo technicorum studio elaboratae? O che, ancora di più, una manifestazione ciclistica di grande prestigio come il Tour de France uno storico del calibro di Cesare o di Tacito, perché no, l’avrebbero definita meno prosaicamente di oggi birotulariorum certamen Galliam circumvehentium (= gara in bicicletta fra coloro che percorrono in giro la Gallia…)? Come si può notare, pur con le necessarie varianti o i dovuti rimaneggiamenti frutto del tempo trascorso, il latino non perde nulla della propria identità e della propria eleganza; anzi, continua a farsi ancora tanto apprezzare. Ebbene, è proprio con tali auspici e con tale entusiasmo che la redazione dei nuntii (= notiziario) è pronta ad intraprendere questa esperienza che, siamo certi, rappresenterà un momento di sicura crescita a livello di competenze ma, soprattutto, a livello di relazioni umane.

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