Un anno fa angeli, oggi disoccupati: gli eroi dimenticati a partita Iva

La foto risale ad esattamente un anno fa. Il giorno della festa dei lavoratori del 2020, in piena prima ondata, auguravano a tutti buon primo maggio, esortando i cittadini a restare a casa. Una foto dall’ospedale Cardarelli che ha fatto il giro del web, che ha commosso i più.

Li abbiamo chiamati angeli, li abbiamo definiti eroi. Tra un mese, però, saranno disoccupati. E allora il nostro primo maggio lo dedichiamo a loro. Proprio nel giorno dedicato ai lavoratori, il nostro pensiero è per queste donne e uomini che hanno combattuto in corsia. Che hanno contribuito a salvare vite. Che hanno lottato, pianto e sperato. Hanno rischiato anche loro di ammalarsi, qualcuno è stato colpito dall’infido virus. Ma mai nessuno si è arreso o ha mostrato segni di cedimento. Anzi, stanno lottando da mesi anche per far valere i propri diritti.

Stiamo parlando di quegli operatori sanitari assunti a partita Iva che da oltre un anno stanno facendo in modo che il sistema sanitario non collassi sotto i colpi micidiali inferti dal Covid. Contratti prorogati prima ogni 6 mesi, ora ogni mese. Fino all’ultimo che scade il prossimo 31 maggio. Poi appenderanno i lori camici e faranno i conti con un futuro da riscrivere. Questo perché al loro posto saranno chiamati altri operatori sanitari attinti da una graduatoria. Graduatoria di cui avrebbero potuto far parte anche loro. Perché gli era stato promesso un punteggio per il servizio di oltre un anno svolto in piena pandemia. Invece nulla. Si sentono – ci hanno riferito – dei tappabuchi. Finito il periodo di massima emergenza nessuno più si interessa al loro destino. Nonostante i fondi stanziati per le loro prestazioni permettano le proroghe dei contratti fino al 31 dicembre, così come sta avvenendo in altre regioni. In Molise si è scelta un’altra strada. Che non tiene conto di queste persone. Ben vengano le graduatorie, i concorsi e la massima trasparenza, soprattutto in sanità. Ma si tenga conto di tutto e tutti. Le guerre tra poveri non servono a nessuno. Ci sembra solo un’ingiustizia sociale che queste donne e uomini vengano scartati nella più totale indifferenza dopo aver svolto un servizio che a volte è andato oltre il lavoro.

Il nostro primo maggio è per loro, non più angeli ed eroi, ma donne e uomini dimenticati. mdi