“U luteme sabbete d’aprile”

Di: Di Tommaso Mariateresa, Gianfelice Mena, Mascia Anna e Tartaglia Teresa.

SANTA CROCE DI MAGLIANO. Una festa molto sentita non solo tra la popolazione santacrocese, ma anche nei paesi limitrofi è “U luteme sabbete d’aprile”, che si tiene l’ultimo sabato d’aprile. Si tratta di una tradizione antichissima che ricorda un rito tipico degli agricoltori, teso a propiziare l’aiuto della Madonna Incoronata per ottenere un buon raccolto. Nonostante abbia origini che affondano le proprie radici nella Santa Croce contadina degli anni Venti, tutt’oggi questa festa coinvolge trasversalmente le generazioni, dai più piccoli ai più grandi.
Una testimonianza che più di tutte rappresenta le usanze che hanno permesso il tramandarsi di questa iniziativa è la poesia dello scrittore Raffaele Capriglione, vissuto nei primi decenni del Novecento e fautore di una descrizione capillare degli usi e costumi del folklore santacrocese. Questo rito consiste nella benedizione degli animali al cospetto della chiesa San Giacomo dopo aver compiuto i tre giri tradizionali attorno ad essa. Non si tratta, tuttavia, di un evento esclusivamente religioso, nè di un rito i cui preparativi si riducono al solo mese d’Aprile.

L’organizzazione della festa è lunga e faticosa e segna in qualche modo il ritorno della primavera e della prosperità. Figura emblematica di questa manifestazione è lo “Scarciacappe”, il quale secondo antichi racconti era un uomo, la cui identità rimase ignota, a cui era apparsa la Madonna su un albero bruciato. Tutt’oggi, l’uomo che rappresenta questo personaggio sfila con il volto coperto, preceduto da due mucche che lo guidano. Ogni anno questa iniziativa spinge centinaia di persone emigrate in paesi lontani a rivivere quest’emozione, permettendo alla cittadinanza santacrocese di ripetere con lo stesso impegno il proseguire del culto di questa tradizione.

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