“Vogliono negare la democrazia”

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Il punto all’ordine del giorno avrebbe dovuto prevedere una discussione circa la possibilità di realizzare o meno il referendum consultivo sul tunnel e sul progetto di riqualificazione del centro di Termoli. Alla discussione, però, il consiglio comunale che era stato convocato ieri mattina dalla presidente Manuela Vigilante, non ci è mai arrivato. Con una pregiudiziale presentata dal consigliere di maggioranza Mario Orlando e votata da tutta la maggioranza che sostiene il sindaco Angelo Sbrocca, il consiglio comunale, di fatto, ha evitato perfino la discussione sulla richiesta della consultazione dei cittadini nel tanto dibattuto ‘progetto di riqualificazione urbana’. Una pregiudiziale presentata per una ragione meramente economica: il parere tecnico chiesto dal segretario comunale non è favorevole “perché nel bilancio di previsione non ci sono soldi previsti per fare il referendum” ossia non ci sono capitoli in entrata e in uscita né altre risorse a disposizione per l’organizzazione della consultazione popolare. Una spiegazione che ha, nella sostanza, chiuso la partita del referendum prima ancora che l’arbitro fischiasse l’inizio della gara. Una pregiudiziale (e una conseguente votazione) che hanno fatto ‘saltare i nervi’ di una parte della minoranza che ha immediatamente convocato una conferenza stampa per denunciare quello che, a loro dire, è stato un “negare la democrazia”.

Toni duri quelli utilizzati da Michele Marone, Nick Di Michele, Daniele Paradisi e Paolo Marinucci mentre nella sala consiliare andava avanti il secondo punto all’ordine del giorno dell’assise civica. “E’ l’ennesima prova che questa amministrazione nega la democrazia e nega ai cittadini di potersi esprimere sui temi di cui si sta dibattendo. Abbiamo assistito all’ennesima spallata ai principi democratici – ha tuonato Daniele Paradisi – nel momento in cui è stata negata la possibilità di discutere sul tema attraverso una pregiudiziale che è stata presentata e votata in maniera scandalosa”.

Sotto la lente di Paradisi il ruolo del segretario generale. “Non era nelle sue competenze chiedere un parere perché il parere settoriale spetta ai vari settori. Il dirigente del settore Finanze avrebbe dovuto rilasciare un parere senza sostituirsi, però, alle prerogative del consiglio comunale che è l’unico organo che avrebbe dovuto dire che non c’erano soldi per fare delle iniziative. Qui invece si arriva al punto in cui a un dirigente comunale viene consentito di sostituirsi al consiglio comunale. Siamo arrivati alla chiusura del cerchio perché la maggioranza di fatto impedisce il confronto mortificando il consiglio comunale”. Un parere che per Paolo Marinucci è “carta straccia. L’unico modo per farlo diventare legge era farlo arrivare come pregiudiziale. Questo è un attacco alla democrazia. A questo punto venisse un commissario e facesse la gestione amministrativa della città, a cosa serve un consiglio che non può decidere le somme a bilancio? Il consiglio avrebbe anche potuto decidere di non fare l’estate termolese e fare il referendum. Siamo arrivati alla barzelletta considerando che il regolamento della partecipazione dei cittadini dice che l’eventuale referendum va fatto in variazione di bilancio successiva perché si potrebbe decidere anche di fare solo un seggio ad esempio riducendo i costi”.

“Qui ci sono tre candidati sindaco che rappresentano il 60% dei cittadini termolesi e abbiamo subito un’onta gravissima – ha tuonato Di Michele – c’è una escalation che sta andando verso la fine di questa maledetta legislatura. Per l’ennesima volta non hanno avuto il coraggio di alzare la mano nei confronti dei cittadini. Il consiglio è stato depauperato di ogni diritto, ogni volta si va avanti a maggioranza. Ci libereremo di questa piaga e chi farà il sindaco sarà il più democratico possibile”. Michele Marone, invece, ha puntato l’attenzione “sul timore di questa amministrazione di far svolgere il referendum. Questa amministrazione vuole fare a tutti i costi questa opera che stravolgerà il volto della città e di cui Termoli non ha bisogno. Questa è l’ennesima prova che la maggioranza ha paura che a Termoli si svolga questo referendum popolare”. Marone, dal canto suo, è pronto anche a chiedere ‘manforte’ al nuovo presidente della Regione Molise, Donato Toma. “E’ proprio la Regione Molise che si dovrà esprimere sulla variante e andrà a vagliare tutte le criticità amministrative e urbanistiche che abbiamo già sollevato nelle sedi opportune e a tutti gli organi di controllo”. “Ci aspettavamo da tutti questo ostruzionismo tranne che dal popolo delle Primarie – ha concluso Paradisi – e oggi è proprio il popolo delle Primarie che nega le basi del referendum. Evidentemente usano le primarie e i referendum solo per dirimere le faide all’interno dei partiti e non quando si tratta di capire davvero quale sia la volontà popolare”.

Mic. Bev.

 

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