Truffa al Fatebenefratelli di Roma, compare anche il nome del molisano Torzi

Inquirenti al lavoro su una commissione da 14 milioni di euro: il broker già coinvolto nelle vicende riguardanti a Banca Popolare di Bari e l’acquisto di un immobile del Vaticano a Londra

BARI. Nelle stesse ore durante le quali la Guardia di Finanza di Bari ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Marco e Gianluca Jacobini (padre e figlio, il primo ex presidente del Cda e amministratore di fatto della Banca Popolare di Bari e il secondo vice direttore generale e direttore generale di fatto dell’istituto di credito barese), il finanziere termolese Gianluigi Torzi, finito agli onori della cronaca a metà dicembre proprio perché “voleva salvare” la Banca Popolare di Bari, è tornato alla ribalta nazionale: il suo nome infatti compare all’interno di una indagine della procura su una presunta truffa compiuta ai danni del Fatebenefratelli di Roma. Repubblica ha infatti definito Torzi “l’uomo della Banca di Bari”.

Torzi, uomo d’affari, amico e già socio di Frattura, è conosciuto anche in Molise perché comproprietario di una villa a Termoli comprata a prezzi da saldo e finita agli onori della cronaca regionale.

Questa volta Torzi invece sarebbe coinvolto in una operazione finanziaria azzardata che avrebbe portato al compimento di una presunta truffa compiuta ai danni del Fatebenefratelli, la struttura ospedaliera della Capitale.

La vicenda riguarderebbe una commissione da circa 14 milioni di euro che due società londinesi (Sunset Enterprice e Odikon Service, entrambe riconducibili al finanziere Gianluigi Torzi) sarebbero riuscite a spuntare nell’ambito di un’operazione finanziaria di cartolarizzazione del credito (legata ad una cessione di un credito da 80 milioni di euro che l’ospedale vantava nei confronti della Regione Lazio. Sulla transazione ci sarebbero passaggi poco chiari legati “al costo” della stessa transazione, costo ritenuto probabilmente eccessivo da chi indaga).

In sostanza non è escluso che si sia stata una speculazione. Al momento gli inquirenti sono al lavoro ma non ci sarebbero persone iscritte nel registro degli indagati. Il nome del broker Torzi, come detto, negli ultimi mesi è spuntato in varie inchieste, come quella quella sulla Banca Popolare di Bari e in quella legata al Vaticano (la contorta vicenda dell’immobile riacquistato a Londra dal Vaticano con un bonifico di 44 milioni di sterline, via Credit Suisse, grazie proprio all’intervento del finanziere molisano).

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