Troppo bello per non crederci

V Settimana di Pasqua (A)

Commento a Gv 14,1-12

Quando l’uomo volge gli occhi al cielo, il più delle volte resta accecato, se poi indaga il mistero di Dio, difficilmente va oltre le sue categorie, riducendolo così a una versione super-potenziata di se stesso. Cristo ci porta su tutt’altra strada, è la sua stessa vita a parlarci di Dio. Il suo vissuto è stato umile, povero; ci ha insegnato il perdono e l’accoglienza, ma anche l’essere critici verso i potenti e i privilegiati. In Cristo Dio ci ha chiamati amici, fratelli e sorelle, sulla croce ha dato la vita annientando se stesso, per riempirci della sua divinità. Per pensare Dio bisogna conoscere Gesù, per capire cosa dovrebbe essere un uomo, anche. Pensare che Gesù, proprio l’uomo che parla e agisce nel Vangelo, sia Dio, è troppo bello. Preferiamo ancora qualcuno che ci somiglia di più, magari vendicativo e prepotente, bacchettone e pedante, esclusivista  e intollerante. Ma il mondo non cambierà mai se noi prima non cambieremo la nostra idea di Dio.

+In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.+

L’evangelista colloca questo discorso di Gesù nel capitolo successivo a quello in cui è narrata la lavanda dei piedi (cfr Gv 13), ovvero dopo aver manifestato  la sua “condizione di servo” (cfr. Fil 2, 6-11). Gli occhi degli apostoli sono ancora commossi è sbalorditi, non solo per quell’atto inaudito, ma anche per l’annuncio della sua passione, la fuga di Giuda e il vaticinio del rinnegamento di Pietro, con cui quest’ultimo sconvolto proprio dopo la sua dichiarazione di fedeltà fino alla morte (13,37-38). Tuttavia Gesù non si limita a pronosticare un orizzonte fosco, ma anche la resurrezione, evento che, per quanto inconcepibile, dopo il clamoroso segno di Lazzaro (cfr. Gv 11), avrebbe dovuto permettere a qualche sprazzo di luce di farsi strada fra le tenebre che stavano calando su i cuori confusi dei discepoli.

+Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». +

La Via insegnataci da Gesù non è un percorso esclusivo e irripetibile, da Lui in poi, la strada verso la divinizzazione dell’uomo, è percorribile da chiunque, se la si desidera con cuore indiviso e si accoglie l’indispensabile sostegno della Grazia. Così sappiamo che l’abisso fra l’uomo e Dio è colmato. Da Gesù in poi ci sono tante stanze nella casa del Padre, una per ogni persona concepita!

Troppo bello per essere vero?

Certo questo è avvenuto a caro prezzo: è stata necessaria la croce: attraversare l’ora delle tenebre per abbattere il muro della morte, affrontare l’oscurità degli inferi, reclamare le anime che aveva inghiottito (cfr. 1Pt 3,18; Ef 4,10).  Egli “prenderà” anche noi, ma dobbiamo conoscere e percorrere una Via che lui stesso ci esorta a non trascurare, ovvero: il saper sopportare la  Croce ogni Giorno, testimoniare Cristo nella nostra quotidianità a costo della condanna che il mondo dà a chi segue e confessa lo “scandaloso e folle”  Vangelo di Gesù (cfr 1Cor 1, 23). Verrà la Parusia: la cessazione della storia come la intendiamo e l’instaurazione definitiva del Regno, Lui ci donerà la resurrezione “verrò di nuovo e vi prenderò con me” (Gv 14,4). Questo evento non è però situato solo in un’era distante e irraggiungibile, ma avviene nell’oggi dell’eternità divina, dove già il compimento è pieno. Sappiamo bene come Marta risponde alla sua promessa di resurrezione: “so che risusciterà nell’ultimo giorno”, ma proprio questa visione, che sa di lontana speranza,  suscita la  correzione del Maestro: “Io sono la resurrezione e la vita… chiunque vive e  crede in me non morirà in eterno ! Credi tu questo?” (Cfr Gv 11, 23-26).

Troppo bello per essere vero?

Questa idea di resurrezione già compiuta nel presente eterno di Dio, appare in Matteo:  “I sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono.  E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti” (Mt 27 52-53); Anche Luca sembra confermare tale prospettiva:  “E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno».  Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso» (Lc 27 42-43) .

+Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita.+ 

Tommaso non entra ancora nella logica del discorso di Gesù, la sua miope razionalità lo imprigiona e gli impedisce di utilizzare le categorie dell’eternità e della resurrezione  che il suo Maestro vuole siano invece pienamente assunte. Anche “Didimo” pensa: “Troppo bello per essere vero!”  La risposta a Tommaso  e un volergli dire: “Credimi!”. “Io sono” colui che Israele e il mondo intero stava aspettando, l’Emmanuele, il Dio con noi, che incarnandosi s’è fatto “la Via”: un esempio e una testimonianza donata all’umanità affinchè  tutti possano Salvarsi. Gesù è “la Verità”: una roccia sicura su cui poter costruire la nostra esistenza; allontanarsene vuol dire esporsi ai terreni scoscesi e infidi della menzogna. Egli è “la Vita” che si contrappone a tutto ciò che invece conduce alla morte, stare stretti a Cristo ci lega alla sua gloriosa resurrezione.

+Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.+

Il Paradiso è la visione del Padre e comunione profonda: un Amore che inondandoci, sazia ogni nostro bisogno e necessità, tuttavia nessuno che ricevendo Amore, non sia disposto a diventarlo a sua volta, può accogliere la gioia infinita che Dio, la sua fonte, vuole donare. Arrivarci per mezzo del Figlio vuol dire imparare ad amare dall’impareggiabile maestro di quest’arte.

Troppo bello per essere vero?

Gesù ha incarnato l’esempio perfetto dell’amore, tant’è che potremmo dire che è proprio lui a riempire di senso questa parola, così inflazionata e usata troppo spesso a sproposito. Egli ci ha sopratutto insegnato che amare vuol dire donarsi totalmente e senza riserve fino alla “restituzione” della vita, anche il Padre ci ha mostrato questo amore nell’offrirci il Figlio, lo Spirito non cessa di donarsi nei sacramenti e nella profezia, anche in una chiesa che, seppur santa, resta peccatrice . Guardando e seguendo Lui possiamo imparare la perfezione della Carità. E allora Gesù dirà :”Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo”,  perchè “…ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (cfr. Mt 25,31-46). Tutti coloro che sanno amare conosceranno il Padre, anche chi serve Cristo e non lo sa.  la Chiesa, segno efficace della Grazia, attraverso i suoi ministeri e i suoi sacramenti, è luce del mondo e sale della terra, Amore visibile di Cristo, in Cristo e per Cristo: colui che è dato dal Padre  a noi per mezzo dello Spirito.

Troppo bello per essere Vero?

+Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».  Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?  Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.  Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.  In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».  +

L’uomo ha sempre cercato di dare un volto a Dio, ma solo il Cristo ha saputo rivelarcelo pienamente. La cosa che più sorprende e che egli ha fatto questo senza mai averci dato una vera e propria descrizione di questo Padre, ma se Egli afferma di averlo mostrato, vuol dire che la sua stessa Vita è una finestra che si apre sul  Cielo e ci parla del suo insondabile mistero. Se Filippo ha conosciuto Cristo vuol dire che conoscerà bene anche il Padre stesso. Credere in Gesù e accoglierlo ci rende Suo Tempio “pieno di Grazia”, questo ci rende trasparenza di Cristo e fa di noi il braccio potente di Dio che opera nella storia. La perfetta realizzazione della volontà divina da parte di Gesù e la sua ascensione, lo hanno reso “fonte che sgorga per la Vita”: conformarci a Lui, seguendolo perchè è Via, ci rende “Alter Chritus”, attualizzazioni della sua opera e del suo messaggio.

Troppo bello per essere Vero?

Gesù facci innamorare di te così che senza fatica possiamo accettare la nostra croce e seguirti sulla Via della resurrezione, annunciare la tua Verità ed essere strumenti di Vita!

Felice Domenica

(QUI il link per ascoltare l’intervento sui canali social)

Fra Umberto Panipucci