Tripudio di sapori a Macchiagodena

Nessuno tocchi Caino, figlio di Adamo ed EvaCaino dal  significativo significato : – acquisizione – . Il primo figlio di un Mondo che ebbe ad ospitare i primi abitanti, e che da essi, fiorentemente, ebbe a determinare la voglia di “ Gusto “ sopraffine, che man mano l’uomo ha saputo espandere e conservare, anche se con notevoli danni ambientali e costruzioni mai decisamente in linea con la biodiversità immensa che la nostra regione Molise ha avuto in dono. Acquisizione di un significato degno di uomini e donne che nel tempo hanno costruito il prodotto agroalimentare targato “ Molise “.

E così, dopo il peperone rosso, di cui Bojano ha il primato, il viaggio alla coperta dei prodotti Agroalimentari Territoriali, non si ferma anzi, prolifera sempre più. Macchiagodena, con le sue colline tratte da dipinti di un attento Van Gogh, dal castello che domina la valle e si erge a fortino di paradisiaca bellezza, nella giornata del 23 maggio 2022, ci ha regalato materia viva per riflettere sul presente e futuro di una Regione, che è espressione di vivacità emotiva, ma spesso vive di contraddizioni e partecipazioni senza una guida dettata da una politica distante, disattenta, estremamente alla rincorsa della striscia bianca di un arrivo, che ormai è sempre più lontano.

Ma Macchiagodena è Macchiagodena, e con essa, la gente mostra il meglio dell’accoglienza e della genuinità di un popolo abituato a sconfiggere il serpente dell’indifferenza e goder della mela senza indurre tentazioni inappetibilmente distanti dai segni che la vita, che il lavoro dei campi e di mani che combattono l’ammasso di acqua, farina e patate, scandiscono i tempi per dar origine all’ormai famoso pane casereccio impastato a mano da Rocco e Lucia. Sembra una favola biblica o scritta alla rinfusa da Walt Disney  prima di andare a dormire, pensando a Gatto Silvestro o Mary Poppins passando da Biancaneve, ma vi assicuro, non è così ! Rocco e Lucia esistono davvero e sono di stazza a Macchiagodena dove deliziano tutti i giorni, nessuno escluso, i palati più fini e difficili della ristorazione molisana e non solo. Tanti premi vinti, tanta soddisfazione, ma tanto sudore dalla fronte, sperando che prima o poi ogni cosa torni a goder di quella mela, inopportunamente, vista come il peccato, ma che, se non avesse goduto del profumo e del sapore di cui è principessa, non avremmo pensato di essere decisamente fortunati ad aver olfatto  e papille gustative.

Ci si ritrova, in davvero tanti, grazie a qualche telefonata, a qualche inserzione, grazie alla voglia di vivere il Molise. Ore 10,00, c’è sempre qualche ritardatario, è la fatidica ora dell’incontro. I locali ospitanti il forno ospitano tanto vociare sino al fatidico silenzio che detta il via. Si parte e Rocco, Lucia e Rosalba, coadiuvati da amici, iniziano a far ruotare le proprie mani tra le vasche di costipazione, non prima di aver preparato sapientemente con miscele di farine, acqua, lievito madre, sale e premuta di patate, la base dell’impasto dal quale verrà fuori del pane strepitosamente profumato. Tra una movenza e l’altra, la spiegazione da parte di illuminati professionisti quali il prof. Nicola Prozzo e Dionisio Cofelice, è d’obbligo. Glutine, tipologie di farine, lieviti sono all’ordine del giorno. Il gruppo di visitatori, curiosi, operatori del settore agroalimentare nel frattempo cresce sempre più. 

Bobo, il maestro dei maestri e Filindo Russo, inseparabili utilizzatori del pane di Rocco e Lucia, si godono il bel vedere manifestandosi non solo interessati, ma decisamente attori. I ricordi di Bobo sono pura emozione e mai si smetterebbe dall’ascolto. – Ma il tempo è una costante di genuinità -, ricorda il prof. Prozzo, e quindi occorre far le cose per bene e senza distrazioni. Ognuno dal suo posto, assiso a sentir le profezie di un Paradiso che palpabilmente si è reso” terreno”, sino a materializzarsi in quel di Macchiagodena, prende appunti per poi partecipare nelle doverose domande da porre agli attori. Il tempo scorre e si fa conto della presenza di Aida Romagnolo e Vittorio Nola, oltre al Sindaco Felice Ciccone per consentire qualche chiarimento sulle attività che la politica ha messo strategicamente in campo per favorire le eccellenze molisane.

“- Una legge a tutela dei prodotti da forno è stata approvata nel giugno del 2020 grazie all’interessamento in primis dell’ex consigliere regionale, Nico Romagnolo”-  poi ripresa da più consiglieri tra cui la Romagnolo e Nola, accennano i due consiglieri. “- Adesso occorre trarre quelle conclusioni che vengono dettate dall’art.11 di quella legge e cioè, che la Giunta sia partecipe e pronta nell’ individuare i prodotti e farne un elenco. Già da stasera proporrò un sollecito e se non fosse sufficiente, farò ogni cosa sia necessaria affinché ciò avvenga “- conclude la Romagnolo. Sulla stessa linea il consigliere Nola nel ricordo dei passaggi e negli interpelli di categoria. Il sindaco Ciccone mostra la sua vivacità culturale e si fa promotore di altre iniziative. Le lancette non si fermano, e il tempo scorre come le parole cantate da Lino Rufo che ricorda quanto sia difficile essere Molisani in Molise ma che, per fortuna, prima o poi la felicità di esserlo assalirà tutti sino ad innamorarsi perdutamente di esso. Arriva Pasquale Felice e l’omonimo Fierro che nel credere nella forza di un territorio “ diverso “ hanno messo su una azienda dalla produzione di specialità idroponiche. Insalata e fragole il menù odierno.

Il percorso di conoscenza e riconoscimento delle eccellenze Molisane annoverate nel Mondo delle PAT è iniziato e decisamente la rete va implementata. Oggi a Macchiagodena si è aperto un nuovo scenario che verrà consolidato da una nuova organizzazione di Rete che a breve vedrà la luce in quel di “ Casale Rosa “, splendido agriturismo in agro di Vinchiaturo. Le eccellenza vanno marchiate per garantire  territorialità e coerenza, al contrario delle DE.Co. che non hanno nessun riconoscimento e dettano solo consapevole disturbo all’efficacia di marchi di cui l’Italia ne fa vanto. E’ ora, finalmente,  di compiere l’ultimo passaggio prima della degustazione.

Occorre infornare ed attendere il miracolo del Pane. Questo avviene alle 13,15 ed è festa ! La tavola allestita all’esterno è davvero una ricchezza di colori, sapori e sorrisi decisamente propinati dalla tintilia molisana. “ Ciambotta in panello di pane “ – Pizza al prosciutto cotto molisano “ – “Salsiccia e peperoni “ – “ fiadone “ – “ rustici”- “ Crostini e tartufo dei Tesori del Matese “- “ affettati caserecci “ – “ latticini del Caseificio Di Re “- “ formaggi di pecora dell’Azienda Meo “- “ formaggi dell’azienda de la Pecorella Nera “- “ peperoni imbottiti di Bojano “- “ liquori di Agnone “ e per terminare dolci preparati da un emergente, ma già bravissimo, Lorenzo Gianfrancesco. Il cibo e la ricerca siano volano di tradizione culturale, nella consapevolezza che l’innovazione commisurata ai tempi, può e deve fare la differenza in un Molise martoriato dalle difficoltà e dalla inerzia cooperativa. Oggi quell’inerzia ha iniziato a volatilizzarsi nella speranza che non torni più a sedersi alle tavole di chi ha voglia di un Molise decisamente a Prodotti Agroalimentari Territoriali. La prossima tappa presso l’Azienda Fierro per conoscere meglio i prodotti idroponici.