Tre sconfitte per le molisane di serie D. Lupi travolti

Prima giornata da dimenticare, il Campobasso perde in trasferta nelle Marche

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REDAZIONE SPORT

Un debutto da dimenticare per le tre squadre molisane di serie D. Il Campobasso esce con le ossa rotte dalla trasferta di Monte San Giusto: i marchigiani vincono addirittura 4-2, rifilando i quattro gol ai rossoblù tutti nell’arco del primo tempo. La squadra di Mandragora è apparsa deficitaria in tutti i ruoli, anche a livello di condizione atletica. I locali partono col piede giusto e dopo soltanto due minuti passano in vantaggio: Argento scatta sul filo del fuorigioco e “uccella” Sposito che in uscita viene superato dal pallonetto riuscendo solo a sfiorare la palla. Alla mezz’ora il 2-0: buco grosso come una casa a sinistra, Del Prete si fa superare ingenuamente e si ferma a protestare invece che contrastare Herrera, cross al bacio per Cheddira che è libero di insaccare. I campobassani non demordono e ci riprovano col solito Improta, che insacca approfittando di un errore di Patrizi.

La gioia dura poco, Herrera fa 3-1 realizzando un bel gol ma in mezzo a una difesa ferma, e anche il portiere forse avrebbe potuto fare di più. Sul finire della prima frazione addirittura è 4-1, il poker marchigiano è ancora di Argento. Nella ripresa, al 56’, su tiro di Giacobbe un difensore interviene di braccio, è rigore, che Branicki trasforma perfettamente. Poi più nulla.

Per quanto riguarda l’Isernia, ne prende tre sul tosto terreno di gioco del Forlì. I pentri vanno sotto due volte nella prima frazione: i romagnoli colpiscono su rigore con Ambrosini, il raddoppio poco dopo timbrato sempre dallo stesso attaccante marchigiano. Nella ripresa, i biancocelesti provano a farsi vedere ma a dieci dalla fine beccano il 3-0 da Prati.

Infine, l’Olympia Agnonese cade in casa contro il Real Giulianova. Una gara abbastanza equilibrata, la sconfitta suona come immeritata. Di Paolo fa esultare i tifosi abruzzesi all’80’, realizzando sotto misura con la difesa granata non posizionata perfettamente. A nulla serve il forcing finale portato dall’Agnone.

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