Tra riti sacri e tradizioni si festeggia Sant’Antuone (foto e video)

Con l’imponente fuoco e le maitunate anche le maschere del Diavolo e l’Orso di Jelsi

GENNARO VENTRESCA

Oggi a Campobasso si festeggia Sant’Antonio Abate che molti continuano ad associare al porcellino, anche se il discorso si può e deve allargare agli altri animali. Essendo cambiato il quadro sociale e abitativo del quartiere, non più agricolo, ma più evoluto e socialmente emancipato.

Sappiamo che il santo visse a lungo, morì nel 356, a 106 anni, esattamente il 17 gennaio. Da qui la ricorrenza che cade oggi e che determina una serie di tradizioni quali il fuoco, la benedizione degli animali e l’aspetto godereccio col consumo di piccole leccornie e, in chiusura, con lo spettacolo musicale nella piccola ma accogliente piazza, per mano di Nicola Mastropaolo e i suoi orchestrali, tra i quali svetta come al solito Antonio Mandato con la sua esuberanza e la trombetta di plastica, color rosso.

Al maialino si collega un altro elemento peculiare del santo: il morbo dell’ignis sacer, meglio conosciuto come fuoco di Sant’Antonio. Che i religiosi iniziarono a curare applicando sulla pelle il grasso del suino, il quale impediva ogni contatto con l’aria. Il pontefice consentì all’ordine degli antoniani la possibilità di allevare maiali col permesso della libera circolazione tra strade e cortili, subordinata alla presenza di un campanellino, per poterli intercettare.

Il santo, in sintesi, viene associato al fuoco, al citato campanello e a tutti gli animali, non più solo il maiale.

PROGRAMMA RELIGIOSO

Pomeriggio: alle 17 piccola processione per il solo quartiere, un’ora più tardi messa celebrata dal vescovo Bregantini.

SPETTACOLO

Prima del solito appuntamento con il pentagramma, la novità di quest’anno è rappresentata, al termine della messa serale, della maschera del Diavolo di Tufara e dell’Orso di Jelsi.

La parte musicale dal titolo comincerà alle 20, con l’orchestra di Nicola Mastropaolo, Antonio Mandato, Giuliano Civetta, Alessandro Serino, Americo Malzone, e Michela Zizzari. La serata verrà chiusa con le gradevoli maitunate che rappresentano il piatto più saporito.

Importante anche il ruolo degli Scout dell’Agesci che cureranno la parte gastronomica con fave bollite, panini con la salsiccia e pizza di granone e servizio d’ordine. L’imponente fuoco ha imposto sacrifici non indifferenti agli organizzatori che hanno dovuto raccogliere la legna, caricarla, accatastarla con perizia per gestirla sino allo spegnimento.

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