Tpl, mobilitazione dei lavoratori Atm e Sati

I sindacati di categoria esprimono preoccupazione per il taglio previsto di 2 milioni di euro dal Fondo regionale

Cdp Service

REDAZIONE

I sindacati del trasporto pubblico locale intervengono nuovamente sul previsto taglio di due milioni di euro (ancora vigente) sulle risorse destinate al settore per il Molise. Un argomento sul quale sono giunte le rassicurazioni dell’assessore al ramo, Vincenzo Niro per l’impegno manifestato nel corso della Conferenza Stato- Regioni con il quale il Governo ha garantito di ripristinare 300 milioni di euro sul Fondo Nazionale trasporti, originariamente accantonati, in sede di approvazione della Legge di bilancio 2019, allo scopo di riequilibrare probabili sbilanciamenti degli andamenti tendenziali di finanza pubblica in funzione dei dati reali sul deficit e sul prodotto interno lordo. «Soltanto con l’approvazione della Legge di assestamento del bilancio – affermano le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Faisa Cisl e Ugl – capiremo se quel taglio devastante sarà confermato o meno. Non è un caso che i sindacati nazionali abbiano organizzato e confermato un presidio di lavoratori del trasporto pubblico locale per giovedì 16 maggio davanti alle sede del Ministero dei trasporti proprio per chiedere l’avvio di un confronto che esamini le diverse ed importanti problematiche che riguardano soprattutto risorse, affidamenti e sicurezza, che stanno impattando negativamente sul settore.» I segretari delle federazioni mettono sotto accusa le istituzioni: «Dalla Regione Molise, gradiremmo risposte e certezze su una riforma e su una riorganizzazione dei trasporti quanto mai urgente che nonostante i continui proclami, tarda ad arrivare piuttosto che affermazioni di propaganda delle quali i cittadini utenti (che presto avranno a che fare con ingenti aumenti tariffari), farebbero volentieri a meno.»

Non viene meno, comunque, la mobilitazione del settore che al momento coinvolge i lavoratori ATM Spa e SATI Spa. Lo scorso 6 maggio – sostengono i sindacati del trasporto – sono state infatti formalmente avviate le procedure di raffreddamento che precedono eventuali azioni di sciopero. «Sulle motivazioni – si afferma in una nota stampa – se facciamo eccezione per l’annosa e indecorosa vicenda del mancato pagamento degli stipendi che riguarda i soli dipendenti Atm (vicenda ormai ignorata dalla politica come se fosse una normalità), vi sono argomentazioni e rivendicazioni alquanto coincidenti in entrambe le realtà aziendali: si va dalla scarsa trasparenza degli organici e delle assegnazioni delle residenze, dalla mancanza di una disciplina aziendale per il trattamento del personale inidoneo alla guida, dall’assenza di una netta separazione contabile delle attività di tpl oggetto di contribuzione regionale rispetto alle attività ministeriali e/o commerciali assoggettate a libero mercato, dalla sussistenza di turni di servizio non conformi alle normative vigenti per non parlare – concludono le segreterie sindacali – delle problematiche concernenti la sicurezza e l’ambiente di lavoro.»

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