Tpl, gli autisti insorgono: «Condizioni di lavoro insostenibili»

Confermato lo sciopero del 25 ottobre. Il sindaco Gravina: «La procedura di gara indetta dal Comune non sia interrotta»

ANTONIO DI MONACO

Stipendi non corrisposti regolarmente ed erogati a colpi di decreti ingiuntivi, mezzi vecchi e obsoleti, assenza di controlli e di un piano industriale che punti a migliorare la qualità del servizio. I lavoratori del trasporto pubblico locale molisano, che hanno già programmato di incrociare le braccia il prossimo 25 ottobre, si sono riuniti nel primo pomeriggio di oggi al Dopolavoro ferroviario di Campobasso insieme con i rappresentanti sindacali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Faisa-Cisal e Ugl. La conclusione è stata unanime: non si possono più tollerare condizioni lavorative al limite – o forse lo hanno già oltrepassato – della dignità di uomini e lavoratori.

Sulla questione, che interessa per gran parte anche il Comune di Campobasso, si è espresso anche il sindaco, Roberto Gravina, dal proprio canale social ufficiale: «Per la procedura di gara, avviata con la pubblicazione dell’avviso di preinformazione per l’affidamento del servizio per 9 anni a decorrere dal 2021, occorre evitare sospensioni o interruzioni che creerebbero disagi nonché seri problemi a lavoratori, studenti, imprese e conseguenze anche sulla sicurezza veicolare e pedonale nonché sull’ordine pubblico». Allo stato attuale, «per consentire lo svolgimento del servizio fino alla fine dell’anno, in attesa di un’integrazione finanziaria e del conferimento delle risorse da parte della Regione Molise, il Comune di Campobasso, come dimostra la recente delibera di Giunta numero 220 del 26 settembre scorso, sta cercando in ogni modo di onorare i propri impegni con Seac, sebbene la contribuzione regionale sia ferma da tempo. Per quello che riguarda la competenza economica del servizio da ottobre fino a tutto il 2019 – ha concluso il sindaco Gravina – il Comune di Campobasso farà chiaramente in prima persona la sua parte sebbene la legislazione nazionale abbia traslato al 2021 l’operatività della normativa».

In parallelo, resta aperto anche il fronte giudiziario con l’inchiesta della Fiamme Gialle, coordinate dalla Procura, sull’esposto in merito ai fondi che la Regione ha trasferito alle aziende per la quale era stata chiesta l’archiviazione, ma l’avvocato Giuseppe Fazio, che difende gli interessi degli autisti, si è opposto adducendo l’esistenza di nuove prove e indizi. Il legale ha ricordato «quanto disposto dalla delibera di Giunta regionale 644 del 2011 nella tariffa per chilometro faceva rientrare anche i costi accessori. Ad oggi, se sommiamo tutti i casi interessati, ovvero un centinaio, si arriva a 30 milioni di euro». Intanto, la Seac (la municipalizzata che gestisce il servizio a Campobasso) lo scorso 4 ottobre ha chiesto al Prefetto di Campobasso di convocare un tavolo tecnico con Regione e Comune «per risolvere il contenzioso in atto tra i due Enti pubblici che inevitabilmente finisce per danneggiare il concessionario e, di riflesso, l’utenza pubblica ed i lavoratori». Il già caldo autunno dei trasporti si fa sempre più incandescente.  

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