Torneremo a riveder le stelle. Per ora restiamo distanti… Ma uniti!

Arriverà il giorno in cui rinasceremo. E tutto avrà un sapore diverso. Dev’essere così. Se siamo noi, in primis, a crederci con fermezza allora tutto questo si materializzerà passando da desiderio agognato a realtà. Quella realtà che fino ad un mese fa snobbavamo, una quotidianità che quasi ci infastidiva, spingendoci verso la ricerca di una rottura che potesse farci sentire vivi. Eppure ora quella banale routine ci manca, e come. Rinasceremo, è certo, e tutto tornerà come prima, per adesso però dobbiamo convivere con questo ospite sgradito che è entrato in casa nostra senza bussare. La nostra vita è cambiata, è stata stravolta in tutti gli ambiti. E la scuola non fa eccezione. Le aule sono vuote, nessuna cartaccia a terra, nessun “Prof posso andare in bagno?”, tantomeno si sente riecheggiare la fatidica frase “Ragazzi per cortesia, silenzio”. Non c’è il buongiorno, manca la stretta di mano o la più confidenziale pacca sulla spalla dell’insegnante esperto. I corridoi sono orfani di quel frastuono che profuma di vita, in pausa la ‘chiacchiera’ con i colleghi, la battuta ed il confronto, che fa della scuola un luogo di crescita non solo per gli studenti, ma anche per i prof. Nessun caffè, zero ricreazioni, la campanella è sorda. O meglio, sembra esserlo. Perché la scuola non si è fermata. Sta solo sperimentando un nuovo metodo, che ci costringe a lavorare da casa, lavoro agile è un po’ il trend topic delle ultime settimane. Meglio didattica a distanza. Per noi docenti della Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Omnicomprensivo di Casacalenda la scuola non è andata in vacanza, anzi ha rilanciato in un percorso di continuità tra il ‘vecchio’ (che non vediamo l’ora di riprenderci) e il nuovo: coordinati dal dirigente Filomena Giordano e dalla sua collaboratrice, la professoressa Prudente, i docenti si sono ‘attrezzati’ in tempi record, ovvero prima delle direttive ministeriali, per rimanere vicini ai propri studenti supportati quotidianamente e stimolati seppur da dietro al monitor di un pc. Orari stravolti, lezioni rivoluzionate in base alle esigenze, programmi rivisti e nuove metodologie da adottare e contemporaneamente metabolizzare, al fine di avvicinarsi sempre più ad un’ora o più trascorsa tra i banchi di scuola. È la didattica a distanza, che oltre a sviluppare contenuti didattici e a consentire lo studio delle varie discipline, è intesa soprattutto come veicolo per mantenere saldi i contatti con gli allievi e sostenerli in un momento difficile e straordinario come questo che stiamo vivendo. È vero, dobbiamo rimanere distanti, ma nulla ci impedisce di restare uniti! (A.S.)