Torna la Festa di San Nicandro a Venafro

Dopo il biennio di assenza causa covid

Rinnovata la Pro Loco di Venafro e costituito il Comitato Festa per l’organizzazione delle ricorrenze patronali del 16, 17 e 18 giugno prossimi in onore dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria che causa covid mancano da due anni nella loro tradizionale e storica interezza socio/civile/religiosa, da lunedì prossimo 2 giugno prenderà il via tra la popolazione venafrana la raccolta dei fondi volontari (alias la questua) per l’allestimento del predetto trittico festivo. Vi provvederà, come detto, il citato comitato festivo, previa raccolta dei fondi popolari volontariamente elargiti dalla gente. Col 2022 perciò, covid permettendo, torna la tipica “Festa di San Nicandro” a Venafro, ricca di appuntamenti civili ed ovviamente di riti e celebrazioni religiose, a partire dalla partecipata processione conclusiva del 18 giugno quando la collettività locale accompagnerà il rientro in città, esattamente alla Chiesa della SS. Annunziata, del Busto Argenteo del Patrono San Nicandro, delle Reliquie di Santa Daria e della Testa/Reliquario di San Nicandro (la città non ha effige e simulacro che ricordino San Marciano, mancanza indubbiamente grave e sin qui irrisolta!) dopo le giornate di permanenza nella Basilica del Patrono, appunto per la tre giorni di festa. E sempre nel corso di tale affollata processione ci sarà, più volte ripetuto, il canto corale dell’Inno ai Santi Martiri, scritto nell’800 dal poeta Raffaele Atella e musicato dal canonico Domenico Criscuolo, entrambi venafrani. “Sciogliam di lode un cantico o popol venafrano …”, è l’attacco dei primi versi di tale bellissimo inno, che i venafrani amano intonare in coro ed a voce alta nel corso delle storiche fermate della processione per ribadire la convinta fede popolare ed invocare la protezione dei venerati Santi Martiri cittadini. Quindi gli altri importanti riti religiosi in Basilica e gli appuntamenti civili e conviviali al rione Mercato per coinvolgere quanta più gente possibile. Parimenti non mancheranno il parco divertimenti lungo viale San Nicandro, le artistiche luminarie dalla Basilica a piazza Cimorelli, le bande concertistiche, gli spettacoli musicali della sera e in chiusura i fuochi pirotecnici nel cielo venafrano. La città quindi si appresta a rituffarsi in toto nelle feste patronali, riprendendo un discorso interrotto nell’ultimo biennio stante la minaccia covid, per ribadire un costume popolare che affonda le proprie radici nella fede, nella storia e nella cultura della collettività venafrana.

Tonino Atella