Toma contro Iorio: “Sfida? L’ha aperta da solo. Masochistico buttare via i gioielli per non darli alla moglie”

Il centrodestra esce con le ossa rotte dalla tornata elettorale del ballottaggio che ha consegnato la fascia tricolore e il governo di Isernia al candidato sindaco del centrosinistra Piero Castrataro. Una sconfitta, quella di Gabriele Melogli, che affonda le sue radici nella divisione in atto nel centrodestra e nella perdita di consensi della Lega di Matteo Salvini e che, inevitabilmente, avrà delle ripercussioni anche sul Governo della Regione Molise e sul suo presidente Donato Toma.

Lo stesso Toma che ai microfoni del Quotidiano del Molise, nel corso della diretta elettorale in attesa del risultato delle urne (QUI TUTTA LA DIRETTA CON GLI APPROFONDIMENTI E LE INTERVISTE AI PROTAGONISTI DELLA GIORNATA) ha messo i puntini sulle ‘i’ rispetto alla situazione della coalizione che è al governo della regione. Sotto la lente la ‘sfida’ con l’ex presidente della Regione, Michele Iorio, che proprio a Isernia ha deciso di correre con un proprio candidato. Una spaccatura che, di fatto, ha consegnato la vittoria nelle mani di Castrataro aprendo una crisi politica nel centrodestra che era già in atto da parecchi mesi.

La sfida con me l’ha aperta da solo – ha commentato il Governatore Toma – perché io non ho né voglia né tempo per sfidare alcuno e non mi metto a sfidare il centrodestra. Abbiamo problemi seri in regione da affrontare da quando ci svegliamo la mattina a quando ci svegliamo la mattina dopo. Anche di notte dobbiamo cercare di farci venire delle idee buone per il nostro territorio. La divisione nel centrodestra ha pesato – ha rimarcato Toma – ma qualcuno ha spinto e qualcuno a Roma dovrà darsi delle risposte”.

Sotto la lente anche la situazione all’interno di Fratelli d’Italia con il suo coordinatore regionale Filoteo Di Sandro che nei giorni precedenti il ballottaggio ha ufficialmente dichiarato il proprio appoggio a Gabriele Melogli. Un appoggio che, però, evidentemente, è stato più di facciata che non di solidità.

“E’ masochistico buttare via i gioielli per non regalarli alla moglie – ha commentato Toma – e chi è masochista non è una persona normale in politica. Non penso che ci saranno ripercussioni più di quelle normali a fine legislatura e in consiglio regionale sarò ancora più inclusivo e aperto. La vicenda isernina – ha rimarcato il presidente – ha un nome e un cognome che non è il mio. Gli isernini sapranno valutare quella che sarà la situazione”.

E sul tonfo della Lega di Matteo Salvini Toma è altrettanto chiaro: “Bisogna che questa esperienza ci insegni che non si può essere servo di due padroni. Io non posso governare indifferentemente con qualsiasi colore di partito. Devo prendere delle precise posizioni e non posso farlo stando al governo sennò faccio come Fratelli d’Italia e vado all’opposizione”. E sulla gestione dei fondi del PNRR: “io no so chi ha messo in giro questa cosa che i sindaci gestiranno le risorse del PNRR ma l’andamento attuale è per l’accentramento delle risorse. Questa imprecisione, che è stata fatta circolare in campagna elettorale, è una imprecisione di cui i cittadini di isernia dovranno rendere conto. Io sarò il presidente di qualsiasi sindaco perché una istituzione è sempre istituzione non ha colori politici nel momento in cui è istituzione”.

E in ultimo il caos sanità con il Pos impugnato da più parti non solo dai cittadini e dai comitati ma anche dai privati: “il piano operativo sanitario era un compito prioritario. Se non dimostri al governo di seguire indicazioni il governo non ti apre un credito. In tema di cattolica ci siamo inseriti nella vicenda del Golden Power e il governo dovrà prendere una decisione noi siamo pronti”.