Titanic, l’ultimo sopravvissuto era di Sesto Campano. Antonio Martinelli è morto nel 2001 al Veneziale di Isernia (di R.Colella)

di Roberto Colella

Nella notte tra il 14 ed il 15 aprile del 1912 il noto transatlantico, partito dal porto inglese di Southampton per arrivare in America, a New York, affondò dopo la collisione con un iceberg. Alle 00.27, quando si comprese che la prua del Titanic stava lentamente affondando, venne lanciato un SOS dal marconista Jack Phillips, raccolto dal piroscafo Carpathia, distante 58 miglia dal luogo dell’impatto. Le operazioni di salvataggio furono drammatiche. Mentre la nave affondava furono messi in salvo gran parte delle donne e dei bambini sulle scialuppe di salvataggio. Tra i passeggeri della nave, c’era Antonio Martinelli, l’ultimo sopravvissuto della tragedia del Titanic, morto nel 2001, quasi novantenne, al Veneziale di Isernia. Originario di Sesto Campano, Antonio Martinelli era nato, come conferma il nipote Alessandro Martinelli, agli inizi del 1912 a Boston, negli Usa. Ancora in fasce fu portato in Italia, a Sesto Campano, dalla madre la quale decise poi di tornare negli Stati Uniti con il Titanic, nel suo viaggio inaugurale. Il bambino, che anni dopo tutti in paese avrebbero chiamato “Z’Antonio”, fu tra le poche centinaia di passeggeri che riuscirono a salvarsi. “Lui parlava volentieri della tragedia del Titanic -dice il nipote Alessandro- raccontava spesso di quella notte della quale aveva saputo tutto, nei minimi dettagli, grazie ai racconti della madre, scomparsa nel 1972, con la quale viaggiava e che riuscì a salvarsi con il suo piccolo Tony. Io e mia madre ci siamo salvati -ripeteva sempre- perché gli ufficiali ordinarono di far salire sulle scialuppe di salvataggio prima le madri con i bambini più’ piccoli”.