Terzo Settore. Analisi Swot del decreto del Runts

Importantissima notizia sulla riforma del Terzo Settore, per il volontariato in particolare Finalmente è stato pubblicato il decreto sul RUNTS. Si parte dal 23 novembre 2021

Criticità e opportunità. Proviamo a rispondere ad alcune domande

Dopo diversi rinvii, dovuti soprattutto all’emergenza Covid-19, finalmente con il Decreto appena licenziato (n.561 del 26.10.21), dal 23 novembre di quest’anno partirà il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e di conseguenza decadranno le iscrizioni precedenti ai vari registri (nazionali, regionali, provinciali) cui aderivano gli enti “iscritti” facenti capo alle istituzioni di Terzo Settore. Abbiamo tuttavia avvertito, tra le associazioni, la preoccupazione se aderire o meno; preoccupazione che, latente da tempo, sta alquanto aumentando insieme alle richieste di informazioni per acquisire maggiori dettagli. Di qui la necessità, da parte nostra (come avevamo promesso in un precedente articolo), di provare a rispondere ai quesiti più ricorrenti, che dal nostro osservatorio al momento sono i seguenti:

  1. Ma che cosa è il RUNTS? Quali erano le disposizioni legislative precedenti? E’ il Registro Unico Nazionale del Terzo settore che consente di perimetrare e quindi di quantificare il Terzo settore garantendo che ne facciano parte le forme organizzative o giuridiche stabilite dal Codice e unificate dallo scopo della loro missione: l’interesse generale. Inoltre consente agli iscritti di godere delle agevolazioni previste dal nuovo Codice del Terzo Settore, ed è anche un punto di incontro telematico e digitale per acquisire informazioni su come iscriversi per acquisire la qualifica di ETS (Ente di Terzo Settore). Le disposizioni legislative precedenti erano la L. 266/91 per le ODV, DL 383/00 per le APS, L. 381/91 per la Cooperazione sociale.
  1. Chi potrà aderire al RUNTS? L’iscrizione è obbligatoria?

Oltre alle ODV e alle APS, iscritte ai precedenti registri, per le quali si provvederà alla trasmigrazione dai registri di settore delle ex leggi 266/91, 383/00 e 381/91, possono iscriversi tutte le altre ODV e APS, siano esse associazioni riconosciute o non riconosciute. In particolare sarebbe opportuno che si iscrivessero anche quelle tuttora non iscritte ai vari registri ed ancora “non note” ai CSV che diverse indagini segnalano in numero cospicuo oltre ad essere quelle più bisognose di assistenza. L’iscrizione al RUNTS non è obbligatoria, ma necessaria per poter avere la qualifica di ETS e poter beneficiare delle agevolazioni previste dalla nuova normativa ormai pienamente vigente.

  1. All’interno del RUNTS ci sono delle categorie? Sono decadute le precedenti tipologie oggetto di diverse leggi e diversi decreti; il nuovo registro “unico” (Il RUNTS) prevede sette categorie di ETS che segnaliamo in ordine quantitativo (in relazione ai numeri ufficiali di iscrizione ai registri regionali e nazionali): 1. Organizzazioni di Volontariato (ODV); 2. Associazioni di Promozione sociale (APS); 3. Imprese sociali (incluse le cooperative sociali); 4. Enti filantropici; 5. Reti associative; 6. Società di mutuo soccorso; 7. Altri enti del terzo settore, questi ultimi non ben definiti se non in aderenza allo svolgimento di attività di “interesse generale”, locuzione riferita ad una tipologia, per la verità disomogenea, di 26 attività, alcune di generica utilità (art. 5 del Codice del Terzo Settore).
  1. Ma sono maggiori le criticità o le opportunità? ANALISI SWOT Potenziali criticità riscontrate: l’adeguamento degli statuti alla nuova normativa è giudicato alquanto complesso; l’obbligo di assicurazione, il deposito entro il 30 giugno di ogni anno dei rendiconti o dei bilanci dell’anno precedente sono giudicati un vincolo, specialmente da parte delle associazioni precedentemente non iscritte nei vari registri. Ed è poi ancora poco chiaro il futuro delle Onlus e delle Associazioni culturali che sembra possano trasformarsi in APS oppure in ODV, il che provoca ulteriore incertezza. Potenziali opportunità: iscrivendosi, invece, si ha la possibilità di accedere alle agevolazioni previste dal nuovo Codice del Terzo Settore, si ha la certezza dei propri diritti, il superamento del precedente sistema di registrazione caratterizzato da una molteplicità di registri, la garanzia di una maggiore trasparenza, la manifestazione della volontà di comunicare, di essere disponibili a fare rete; quindi crescere ed accettare il nuovo che, in questi ultimi tempi, ci sta incalzando vertiginosamente.
  1. Che cosa fare allora, perché farlo? Spetta all’Associazione decidere se farlo o no, ma da più parti si propende a ritenere che sarebbe meglio aderire al RUNTS per le potenziali opportunità sintetizzate al punto precedente, specialmente da parte delle organizzazioni di volontariato finora non iscritte nei pubblici registri.
  1. E come? Con l’aiuto di chi? Dove? Alle tre domande crediamo che la risposta migliore sia principalmente una: quella di contattare il Centro di Servizi per il Volontariato (CSV) del territorio di competenza (in Italia dispongono di 350 punti territoriali con circa 800 dipendenti). I CSV sono da tempo ben organizzati ed il loro compito è quello di fornire gratuitamente a tutte le organizzazioni del terzo settore, che dispongono al loro interno di volontari non retribuiti, il supporto per la promozione e l’animazione del Volontariato, formazione, consulenza e assistenza; offrire informazione e documentazione; fare ricerca e documentazione e contribuire anche al supporto tecnico-logistico. Ci sono anche molti consulenti esperti della materia disponibili per varie forme di assistenza ma, a nostro avviso, in prima istanza, sarebbe meglio rivolgersi al CSV più vicino.
  1. Quando? Il processo di trasmigrazione partirà dal prossimo 23 novembre 2021 e, per grandi linee, si articola così: trasferimento dai vecchi registri al nuovo entro 90 giorni (21 febbraio 2022); verifica della sussistenza dei requisiti per l’iscrizione al RUNTS da parte degli uffici competenti dello stesso e, quindi, per potersi fregiare della qualifica di ente del Terzo settore (ETS), la cui sigla sarà apposta accanto alla denominazione dell’associazione aderente nei 180 giorni successivi e cioè entro il 21 agosto 2022, salvo eventuali proroghe.

In definitiva si tratta di una legge organica, di un Decreto legislativo da poco varato (Codice del Terzo Settore-CTS), di decreti attuativi che si stanno susseguendo, alcuni dei quali ancora in fase di rodaggio. Un’importante “ripartenza” all’insegna della crescita, della continuità, della trasparenza; al passo con i tempi, nella misura in cui, in fase di attuazione, i protagonisti continueranno ad ispirarsi ai principi fondanti dei padri del volontariato moderno Monsignor Nervo (fondatore della Caritas), Luciano Tavazza (fondatore del MO.VI, della ConVol, della FIVOL con il supporto della Cassa di Risparmio di Roma all’epoca presieduta da Pellegrino Capaldo, cofondatore del Forum del Terzo settore), Maria Eletta Martini (eminente parlamentare, tra l’altro, fondatrice e Presidente del Centro Nazionale del Volontariato-CNV dal 1984 al 2008).

Da parte nostra continueremo ad ascoltare e a dar voce a chi non ha voce, ai più deboli bisognosi di assistenza, ai giovani, per contribuire nel nostro piccolo alla ricerca del “punto di equilibrio”, espressione ben rappresentata dal giornalista Giulio Sensi nel Corso di alta formazione, tenutosi nei giorni scorsi a Castelpetroso (CB), da noi riportata in un recente articolo a margine della manifestazione. Riteniamo di dover concludere rinnovando ancora l’istanza alle istituzioni nazionali e locali a voler considerare il volontariato (le singole organizzazioni e gli stessi Centri di Servizio per il Volontariato-CSV) non come una stampella, ma come coprotagonista da coinvolgere a tutti gli effetti nell’attuazione della legislazione vigente, nella prospettiva di rispondere sempre più concretamente alle pressanti esigenze di una società in tumultuosa trasformazione, che sta diventando globale.

Maria Saveria Reale (itavol2021@gmail.com), con la collaborazione di volontari e stakeholders, variamente impegnati in funzione della possibilità di donare parte del proprio tempo