Termoli approva all’unanimità il ‘no’ al Pos e dà mandato a Roberti di convocare un tavolo tecnico

Maggioranza e minoranza compatte per la sospensione del piano operativo sanitario. Obiettivo: puntare sul rovesciamento del paradigma del pareggio di bilancio per ristrutturare la sanità molisana ripristinando i reparti che sono stati soppressi. Roberti: “La sanità non ha colore politico”

Il no al Pos mette d’accordo maggioranza e minoranza al Comune di Termoli. E’ stato approvato all’unanimità al termine di un lunghissimo consiglio comunale l’ordine del giorno che impegna il sindaco Francesco Roberti “a chiedere al presidente Toma la sospensione del Pos 2022-2024 al fine di evirare la procedura di illegittimità della procedura, di richiedere agli organi competenti il rovesciamento del paradigma dell’accordo del 2007 che si basa sul pareggio del bilancio passando al paradigma del diritto alla salute con lo stanziamento di un fondo aggiuntivo per l’impegno economico a ristrutturare la sanità molisana ripristinando tutti i reparti precedentemente esistenti o soppressi, di riequilibrare il peso delle strutture private nella gestione sanitaria rivedendo il funzionamento degli extra budget, di garantire nell’eventuale fase di attuazione la tutela delle esigenze finanziarie della Regione Molise”. E ancora di attivare immediatamente “un tavolo tecnico comunale con i rappresentanti delle parti sociali e categoria per la concertazione di un nuovo Pos e di interessare la delegazione parlamentare e la conferenza dei servizi”.

Sono queste le richieste contenute nell’ordine del giorno che è stato integrato tra maggioranza e minoranza al termine della seduta fiume che si è tenuta ieri sera, 14 novembre, in Comune a Termoli. Un consiglio comunale aperto agli interventi dei comitati e dei rappresentanti politici. A parlare e riepilogare lo stato dell’arte della sanità pubblica sono stati Nicola Felice per il Comitato San Timoteo e Pino D’Erminio in rappresentanza di Termoli Bene Comune.

Due interventi che hanno ripercorso le fasi che hanno portato al default della sanità pubblica, con D’Erminio che ha puntato l’attenzione sulla revisione del paradigma del pareggio di bilancio in favore di quello di una sanità pubblica di qualità e della salute dei cittadini, poi integrato nell’ordine del giorno che è stato approvato all’unanimità.

Era stato invitato anche il Governatore e commissario ad acta per la sanità, Donato Toma, che, però, non ha potuto partecipare per motivi istituzionali. Per la minoranza in consiglio regionale, invece, sono stati presenti Vittorino Facciolla (Pd) e Andrea Greco (M5S): il primo ha puntato l’attenzione sul ribaltare il paradigma del pareggio di bilancio, mentre il secondo si è soffermato sulle strutture private accreditate e la necessità di rivedere gli extra budget a loro concessi.

A prendere parte all’assise civica anche il senatore di Fratelli d’Italia, Costanzo Della Porta, che ha ribadito la necessità di arrivare ad un decreto Molise al pari di quanto fatto per la Calabria (QUI I DETTAGLI) e ha annunciato la possibilità, ancora allo studio del Governo nazionale, si inserire gli Ircs come il Neuromed all’interno della rete sanitaria nazionale (QUI I DETTAGLI).

La sanità, per la prima volta forse in assoluto, è riuscita a mettere d’accordo maggioranza e minoranza. Ed è stato lo stesso sindaco Roberti a ribadire quanto “la politica sa anche fare un passo indietro quando si parla dell’interesse della collettività. La sanità non ha colori politici ecco perché sono favorevole alla votazione di questo ordine del giorno.

Quello della sanità – ha continuato Roberti – è un argomento sul quale non ho mai indietreggiato sia come sindaco perché rappresento Termoli e sia come cittadino perché sono io stesso fruitore della sanità e mi dispiace vedere l’ospedale della mia città, in passato punto di attrazione sanitario, nello stato in cui si trova adesso.

Non smetterò mai di ringraziare gli operatori sanitari che si trovano a lavorare in situazioni idi difficoltà con turni massacranti. C’è tanto da ristrutturare per ripartire e dobbiamo farlo tutti insieme”.