Terminal: un gioiello abbandonato a se stesso

di Gioanna Serio

Il terminal bus di Campobasso ospita pendolari e studenti provenienti dai paesi limitrofi e non. Il capolinea è sempre stato un luogo di incontro e di svago per gli scolari al termine delle lezioni giornaliere, ma negli ultimi anni ha subìto un vero e proprio mutamento. Oggi si assiste ad episodi di violenze, risse tra ragazzi, controlli della finanza che distruggono la fama e la stima del posto. Sebbene il comportamento sociale sia il problema principale, non bisogna trascurare le condizioni strutturalmente degradate dell’organismo in sé; di fatto al terminal sussiste una struttura che mette in evidenza vetri andati ormai in frantumi, volantini e cartelli ormai inutili, scritte ed atti vandalici, per non parlare dei numerosi chewing gum mangiati e gettati poi a terra.

Inizialmente la struttura era stata edificata per la progettazione, secondo numerose fonti, di una sorta di supermercato. I lavori però, come è possibile notare, sono stati bloccati e mai più ripresi. Con i fondi a disposizione, un’idea sarebbe quella di restaurare l’organismo e renderlo agibile per i pendolari, trasformandolo in una biblioteca per coloro costretti ad aspettare a lungo l’autobus, un bar per chi voglia festeggiare o ammazzare il tempo, una sala giochi per il divertimento e lo svago dei ragazzi. Lo spazio a disposizione non è poco, quindi non risulta difficile immaginare delle piccole “zone relax” ed un miglioramento generale.

Il terminal di Campobasso gode di veri e propri capolavori d’arte riconosciuti in tutto il mondo come “gioielli della street art”, realizzati da artisti quali Blu, Roa, Dado ed altri. Questi murales rivestono l’intero perimetro del sito ed il loro significato va oltre le semplici figure. Naturalmente questo incanto passa in secondo piano quando il contesto in cui viene inserito è tanto degradato e rovinato.