Taglio dei parlamentari, fatto storico o storia sbagliata? (LE INTERVISTE)

REDAZIONE

Per più di qualcuno il taglio del numero dei parlamentari è un fatto storico. Per altri, invece, è una storia sbagliata che porterà ad un risparmio irrisorio dello 0,007 % nel bilancio dello Stato e che comporta solo una drastica diminuzione della rappresentanza democratica per cittadini. Il taglio di 230 deputati e 115 senatori ha spaccato la popolazione. Dati alla mano il numero totale dei parlamentari scenderà a 600, con 400 deputati e 200 senatori (al momento sono 630 e 315). Previsto anche un taglio dei senatori eletti all’estero, non più 6, ma 4 e di quelli a vita, nominati dal Presidente della Repubblica, il cui numero non potrà in alcun caso essere superiore a cinque. Ridotto, infine, anche il numero minimo di senatori per ogni Regione o Provincia autonoma, che da 7 passerà a 3, ad eccezione della nostra regione e della Valle d’Aosta. In questa riforma il Molise perderà rappresentanza parlamentare dal momento che passerà da 3 deputati a 2. Resta invariato il numero dei senatori, come stabilito dalla Carta Costituzionale, che resteranno 2. In questo caso c’è stata una correzione del testo perché nelle prime stesure era previsto un senatore, cosa impossibile dal momento che la Costituzione stabilisce che debbano essere 2. A conti fatti cosa ne pensano i molisani? Siamo andati ad intervistare diversi termolesi per sentire le prime reazioni. 

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