Tagli agli organici in sanità, a pagarne solo i molisani

I dati del Centro Studi Nebo: in regione personale sempre più anziano

C’è stata un’evidente disparità tra territori riguardo al taglio del personale medico e infermieristico dal 2010 ad oggi nel Paese. Mentre su scala nazionale il dato è stato pari al 6,9% e al 4,4%, nello stesso periodo, tuttavia, i tagli in Molise raggiungono il 31% e 23%, vale a dire un taglio di quasi un terzo dei medici e di un quarto degli infermieri, mentre si è assistito a un incremento per entrambe le figure sia in Valle d’Aosta che nelle Province autonome.

Questo e altri sono gli ultimi dati diffusi dalla Ragioneria Generale dello Stato – provenienti da oltre 200 Aziende Sanitarie (ASL, AO e altri Enti regionali) ed elaborati dal Centro Studi Nebo – consentono di quantificare le risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale in circa 10 unità di personale ogni mille assistiti, valore che a livello regionale varia dai 16,4 della Valle d’Aosta ai 7,3 del Lazio, quest’ultima preceduta dalle altre sei Regioni sottoposte ai Piani di rientro e dalla Lombardia, unica Regione del Nord al di sotto della media nazionale.

Un dato interessante riguarda la disponibilità dei medici della Sardegna che è doppia rispetto a quella del Molise (2,6 medici per mille assistiti contro 1,3) e di poco superiore a quella della Valle d’Aosta, cui seguono Liguria, Calabria, Umbria; analoga variabilità per infermieri e riabilitatori, che dai 6,5 per mille assistiti del Friuli Venezia Giulia scendono fino ai 3,5 della Campania. La sensibile variabilità territoriale è evidente anche osservando che, ad esempio, nella Provincia di Bolzano è presente un medico ogni 8 dipendenti, mentre in Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna questo rapporto sale a uno ogni 5 e se in queste ultime regioni sono presenti 2 infermieri per medico, in tutto il Nord-Est e nel Molise il personale infermieristico e riabilitativo è oltre 3 volte quello medico. La Calabria è prima per assenze per malattia dei medici (11,4 giorni lavorativi pro-capite all’anno, contro i 3,4 del Friuli Venezia Giulia), che con una età media di oltre 56 anni sono tra i medici meno giovani (secondi solo ai colleghi molisani e campani). Considerando il complesso del personale sanitario, è il Lazio a guidare la classifica regionale, unica a superare i 15 giorni lavorativi di assenza per malattia in media per dipendente, seguita dalla Basilicata che è invece l’unica Regione a superare i 17 giorni lavorativi di assenza per malattia in media annua per infermiere, oltre il doppio di quelli registrati in Valle d’Aosta e nelle Province autonome. La ASL di Matera, in particolare, insieme alle AO di Cosenza e Civico Di Cristina di Palermo e alle ASL Lanciano-Vasto-Chieti, Roma 6 e Lecce, sfora i 20 giorni lavorativi di assenza pro-capite per malattia del personale infermieristico e riabilitativo.

Le politiche del personale applicate al Comparto Sanità hanno causato un sensibile aumento dell’età media dei dipendenti del SSN: dal 2010 al 2017 è passata da 47,5 anni a 50,7 su base nazionale, ma mentre in Molise sfiora i 56 anni, nelle Province autonome resta al di sotto dei 48. Ampi divari sono evidenti sia per l’area medica che per quella infermieristica: se in Molise i medici superano i 58 anni di età media e gli infermieri quasi raggiungono i 54, nella Provincia di Trento i primi si fermano a 49 anni e i secondi a 44 e mezzo, in entrambi i casi dunque con una differenza di oltre 9 anni. Dalla consultazione dei numerosi indicatori elaborati dal Centro Studi Nebo emergono dunque con chiarezza criticità e profonde differenze territoriali, spesso caratterizzate da un andamento Nord-Sud, dove la Regione Lazio appare più affine ai comportamenti delle Regioni meridionali delle restanti Regioni del Centro, spesso in linea con quelle settentrionali.