Sulla pellicola la violenza che non si vede all’esterno

Domenica la proiezione di “Lilium” il corto molisano di Mattia Marano e Antonio De Gregorio

Una pellicola che parte con un obiettivo specifico: raccontare la violenza assistita, quella a cui vengono sottoposti tutti i bambini che assistono ad episodi di violenza all’interno delle mura domestiche. Violenze di cui nessuno parla, a cui nessuno fa riferimento. Che spesso passano sotto traccia semplicemente perché è più semplice nascondere tutto sotto il tappeto di una vita normale che affrontare le conseguenze di quello che succede all’interno delle mura domestiche. Si chiama “Lilium” ed è il cortometraggio che sarà proiettato domenica presso il cinema Oddo di Termoli dalle 21. Questa mattina in sala consiliare, assieme all’assessore al Turismo, Michele Barile e al presidente del consiglio comunale di Termoli, Michele Marone, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del lavoro dei giovani Mattia Marano di Campobasso e Antonio De Gregorio di Termoli. Un lavoro che nasce come tesi universitaria ma che ha ottenuto il riconoscimento di tema sociale dal Garante dei Diritti della Persona della Regione Molise, ha vinto il Progetto Circe con la film commissione della Puglia ed è stato di recente proiettato anche nell’ambito del Molise Cinema di Casacalenda. E proprio a Casacalenda prende vita la storia di Antonio, giovane macellaio che vive con freddezza e distacco i rapporti con i paesani che, in ogni caso, lo accettano con un misto di simpatia e tenerezza. «E’ un lavoro che nasce dal progetto della nostra tesi di laurea – hanno affermato Mattia e Antonio – e riguarda le conseguenze a cui sono sottoposti i bambini che assistono a delle scene di violenza nelle proprie abitazioni. Abbiamo fatto delle ricerche sugli sviluppi dei bambini che vengono segnati da questi episodi e ci siamo messi a scrivere il corto confrontandoci con psicologi, dottori e assistenti sociali per capire i risvolti e come la violenza cambiasse il modo di comportarsi delle persone anche di quelle che erano attorno a lui». Di qui la scelta di girare in un piccolo paese, Casacalenda, e di far interpretare al protagonista il lavoro di macellaio in continuo contatto sia con le persone che con la carne e il sangue. Di qui anche l’idea di girare in Molise «perché abbiamo trovato delle location affascinanti. Abbiamo spostato a Casacalenda una troupe di 10 persone, di cui 6 provenienti da Milano e altre trovate sul posto» per un lavoro che è stato in parte autofinanziato e per il 60% prodotto con i proventi arrivati da aziende molisane e il patrocinio della Regione Molise. Alla proiezione che si terrà domenica alle 21 al cinema Oddo interverranno Luisa Iannelli e Giulia Capone, in rappresentanza del Garante dei Diritti della Persona della Regione Molise, Angelo Malinconico direttore del Centro di Salute Mentale, Maria Immacolata Mustillo, psicoterapeuta, la consigliera di parità Giuditta Lembo e Maria Grazia La Selva di LiberaLuna Onlus. Alla proiezione sono stati invitati anche il sindaco di Termoli, Francesco Roberti, l’assessore alla Cultura e al Turismo, Michele Barile e il presidente della Regione Molise, Donato Toma.

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