Studente del Liceo Classico “M. Pagano” insignito del premio Alfiere del Lavoro

GIUSEPPE CAROZZA

È di pochi giorni fa una notizia che, per la rilevanza della sua portata, ha riempito di gioia e soddisfazione la comunità scolastica del liceo classico “Mario Pagano” del capoluogo regionale. Lo studente Marco Romano infatti, che ha terminato il suo percorso formativo presso il prestigioso istituto di Campobasso partecipando all’ultima sessione degli esami di Stato, è stato insignito del premio “Alfieri del Lavoro”, risultando inserito tra i venticinque “migliori studenti del nostro Paese” per l’edizione del 2021. L’importante comunicazione è stata trasmessa al Dirigente scolastico del secolare liceo, ingegnere Antonello Venditti (da poco subentrato al prof. Sergio Genovese, dallo scorso 1° settembre in pensione), dal dott. Maurizio Sella, presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro: un ente, quest’ultimo, che riunisce tutti i Cavalieri del Lavoro che, insigniti dal Presidente della Repubblica dell’Ordine al Merito del Lavoro, decidono di aderirvi. La Federazione si dedica alla formazione a livello universitario tramite, appunto, il premio “Alfieri del Lavoro” e con il Collegio Universitario dei Cavalieri del Lavoro Lamaro Pozzani. Inutile nascondere il compiacimento provato non solo dai docenti di Marco nei confronti del loro alunno capace di raggiungere un traguardo già così rilevante per la sua giovane età, ma dall’intera comunità scolastica di via Scardocchia dove egli ha avuto modo di formarsi con successo lungo un percorso di studi certamente faticoso ma, come si può facilmente constatare, dagli esiti davvero brillanti e magari imprevedibili in partenza. La cerimonia di assegnazione del premio si terrà al palazzo del Quirinale il prossimo 26 ottobre, in occasione del conferimento delle onorificenze ai venticinque Cavalieri del Lavoro, nominati il due giugno scorso, festa della Repubblica. Nel corso della stessa manifestazione il Capo dello Stato Mattarella consegnerà agli Alfieri del lavoro l’attestato di onore e la medaglia del Presidente della Repubblica.

Una data dunque importante quella che si apprestano a vivere sia Marco Romano sia, come si diceva in precedenza, il gruppo dirigente e docente del Liceo campobassano che, come si ricorderà, qualche anno fa ha celebrato il bicentenario dalla sua istituzione (Regio Decreto del 12 marzo 1816) e che, nonostante il trascorrere del tempo, non ha alcuna intenzione di mostrare le rughe ma, piuttosto, offrire di sé un’immagine in linea con l’evoluzione della ricerca e delle moderne tecnologie. In effetti, lungi dal mostrarsi – come risulta spesso nell’immaginario collettivo – quale luogo unicamente depositario di una cultura “antica” o fatiscente, il classico “Pagano” è fortemente orientato a sfidare il futuro facendo leva su una proposta didattica e formativa in linea con le esigenze professionali del mondo moderno. Ne è prova, ad esempio, il fatto (anche questo non scontato fino a qualche decennio fa) che, a partire dal corrente anno avanti il percorso di orientamento in Biologia con curvatura biomedica. Si tratta, come sanno gli addetti ai lavori del progetto, di un percorso di potenziamento-orientamento nato da un accordo tra il Ministero dell’istruzione e la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Tale itinerario formativo, finalizzato al potenziamento delle competenze medico-scientifiche ed all’acquisizione dei prerequisiti necessari per accedere alle facoltà di Medicina e medico-sanitarie (sempre più in cima alle scelte post-diploma dei nostri alunni), di durata triennale, è di 150 ore a partire dal terzo anno di corso. Il monte ore annuale sarà di 50 ore, di cui 40 presso l’Istituto e 10 presso le strutture sanitarie individuate dagli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Provinciali, in modalità di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento). Come si può facilmente comprendere, si è di fronte ad una proposta didattico-formativa altamente innovativa in chiave futura; una proposta che, insieme a tante altre messe in cantiere dal corpo docente del classico sul piano della digitalizzazione, del teatro, dell’arte figurativa e della tradizione letteraria, contribuirà a rendere la nostra scuola sempre più una realtà aperta al territorio ed alle sue aspettative e non invece o, se si preferisce, non solo un luogo di studio per amanti di un patrimonio culturale che solo ai meno accorti potrà apparire ormai datato o da mandare in quiescenza.