Strisce blu, un altro esposto presentato in procura

Il gruppo “Cittadini Attivi” ha interpellato anche Anac e Corte dei Conti chiamate a verificare anche il nuovo contratto transattivo tra Comune e società concessionaria

Dalle parole ai fatti. È questo il senso dell’esposto presentato dal gruppo “Cittadini Attivi” a Procura della Repubblica, Anac e Corte dei Conti sulla concessione dei parcheggi a pagamento della città di Isernia. Dopo il sindaco, che aveva già informato gli inquirenti su alcuni aspetti poco chiari emersi nel corso della procedura di gara, ci hanno pensato i comitati a chiamare in causa le autorità giudiziarie che dovranno decidere se aprire o meno un fascicolo sulla vicenda. In primis la Procura dovrà decidere se individuare o meno eventuali responsabilità circa il “pasticcio” del numero degli stalli, dagli 827 stabiliti dal Consiglio ai 972 del bando di gara. Da dove sono usciti fuori quei 150 parcheggi in più? Il sindaco d’Apollonio, in merito, si è affrettato a sottolineare che «non si è trattato di un mero errore tecnico».

Con l’esposto presentato dai cittadini, ora, sono stati investiti della vicenda anche la Corte dei Conti, che dovrà accertare eventuali danni erariali legati alla stipula del nuovo accordo transattivo. Un accordo tra Comune e A.J. Mobilità che in molti hanno considerato poco vantaggio in primis per gli automobilisti (costo minimo della sosta è di 80 centesimi per un’ora) che per l’ente stesso. Infine, il carteggio è finito anche sui tavoli dell’Anac, Agenzia Nazionale Anticorruzione.

Abbiamo chiesto ai consiglieri comunali Mino Bottiglieri e Ritapaola Formichelli – si legge nella nota di Cittadini Attivi –, il supporto per l’elaborazione di un esposto alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e all’ANAC. Oggi quell’esposto è stato depositato e con tale atto abbiamo chiesto ufficialmente agli organi della magistratura, ognuno per le proprie competenze, di far luce su tutta la scellerata gestione di tale servizio. Dalla disamina degli atti a nostra disposizione, infatti, emerge chiaramente che attraverso un’anomala procedura è stato stravolto il bando originario e, con una successiva transazione priva del parere dei Revisori, è stato “di fatto” aggiudicato un appalto milionario senza il rispetto della procedura che prevede un bando di gara.

Abbiamo segnalato che, in seguito a tale transazione, la ditta aggiudicataria del servizio realizzerà un minor numero di posti auto coperti (più onerosi) che sono stati sostituiti da stalli scoperti e, cosa che lascia stupiti, tutti i parcheggi sono concentrati nelle strade del centro urbano al fine di consentire un guadagno assicurato alla ditta aggiudicataria, mentre in interi quartieri (pure molto frequentati e popolosi come quello di San Lazzaro) non è previsto alcun parcheggio a pagamento. In sostanza, tutto appare come un esclusivo vantaggio per il privato a discapito dell’Ente pubblico e, di conseguenza, a discapito dei Cittadini. Non si può sottacere nemmeno la circostanza, ai limiti dell’assurdo, nella quale il Sindaco di Isernia ha dichiarato, pubblicamente, che nessuno si è preoccupato d’inserire per iscritto nella transazione misure a favore della cittadinanza ma di aver preso “accordi verbali” con la ditta aggiudicataria: in questo modo confermando che l’appalto è stato gestito senza il rispetto delle norme basilari di trasparenza».

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