Strage di Corinaldo, gli imputati: non abbiamo utilizzato spray al peperoncino

«Quella notte hanno agito diverse bande». Tra i feriti anche un molisano, costituitosi parte civile

Si è svolto nella giornata di ieri, giovedì 11 giugno 2020, l’esame degli imputati per la strage di Corinaldo (accaduta a dicembre 2018 quando morirono 5 adolescenti e una madre e oltre 200 persone rimasero ferite). Gli imputati (sei ragazzi della Bassa Modenese, tra i 19 e i 20 anni, arrestati il 2 agosto 2019), pur confermando la propria presenza all’interno del locale “Lanterna Azzurra” hanno fatto una sorta di scaricabarile, dinanzi al giudice, in merito alle responsabilità ed all’utilizzo dello spray al peperoncino, parlando oltretutto della presenza non di una sola banda ma di tre “batterie”, tre gruppi diversi pronti a entrare in azione.  Quella notte si sarebbe dovuto esibire il cantante Sfera Ebbasta. A un certo punto, stando alla ricostruzione degli inquirenti, entrò in azione la banda dello spray, che spruzzò sostanze urticanti per compiere furti. In pochi attimi la situazione degenerò: durante quegli istanti persero la vita cinque adolescenti e una giovane madre; circa 200 persone rimasero ferite, tra cui un 18enne molisano che, attraverso il suo legale, l’avvocato Silvio Tolesino (nella foto in basso), si è costituito parte civile nel processo. Prossima udienza il 25 giugno quando ci sarà l’arringa del pm e sarà dato spazio anche alle parti civili.

L’avvocato Silvio Tolesino