Stop veicoli inquinanti, Venafro… respira (per una settimana)

Venafro a piedi – è notorio – per una settimana, da questa mattina (14 gennaio) dalle 7,00 e sino alle 21,00 del prossimo 24 gennaio, a seguito di ordinanza sindacale n. 2 del 10.1.2020 che ha varato misure volte a ridurre le emissioni inquinanti nel territorio comunale nel periodo predetto. In pratica non possono circolare nell’arco/orario specificato in apertura dal km. 15+480 al km. 23+910 della Statale 85 Venafrana, in pratica nell’intero territorio urbano, le autovetture euro 0 a benzina, euro 0, 1, 2 e 3 a gasolio, nonché ciclomotori e motoveicoli euro 0 e 1, veicoli di massa a pieno carico inferiore a 6,5 t, euro 0, 1, 2 e 3 a gasolio, nonché veicoli di massa a pieno carico superiore a 6,5 t ed autobus ad euro 0 dei gestori di servizi TPL e dei gestori dei servizi turistici. In pratica devono fermarsi tutti i mezzi di circolazione a motore “datati”, ossia avanti negli anni. Come pure gli impianti di riscaldamento domestico non devono restare in funzione per più di 10 ore al giorno, i mezzi in sosta non devono avere i motori accesi ed altro ancora al fine di evitare il superamento della concentrazione media giornaliera di PM 10. Sono esentati dai divieti i veicoli delle forze dell’ordine, delle pubbliche assistenze, dell’igiene urbana, i veicoli con persone invalide a bordo o per trasporto di persone presso strutture sanitarie, nonché veicoli per cerimonie funebri e per particolari ed eccezionali attività. Tanti quindi a piedi per una settimana a Venafro, con ovvii problemi e difficoltà per molti. Ne scaturiscono chiaramente opinioni differenti nel merito. Da chi avalla le nuove disposizioni, a quanti invece argomentano in modo diverso. “Premesso che nel periodo invernale a Venafro come altrove in Italia – puntualizzano molti – si è alle prese con l’inquinamento nei centri abitati dovuto essenzialmente ai riscaldamenti domestici accesi, bene avrebbe fatto il Comune di Venafro ad approntare un adeguato trasporto pubblico in concomitanza con lo stop alla circolazione privata su motore nell’abitato cittadino. In parole povere si sarebbe dovuto pensare alle necessità di quanti devono spostarsi dalla periferia al centro cittadino per raggiungere sportelli pubblici, lo stesso Comune,  ufficio postale, scuole, studi professionali, ambulatori medici ect. Ed invece a tutto questo non è stato dato alcun peso, nonostante che il Comune possegga diversi scuolabus che nella circostanza, e in maniera eccezionale, si sarebbero potuti utilizzare ad orari prefissati e senza incidere sul trasporto degli alunni come circolari per l’intera popolazione e nell’arco della giornata. Del resto tali mezzi stanno fermi ore ed ore nei pressi del lavatoio in attesa del trasporto degli scolari dell’obbligo, dopodiché tornano al deposito comunale restandovi fermi giornate intere senza offrire servizi di sorta. Perché non utilizzarli diversamente e in maniera straordinaria nella settimana del blocco della circolazione, considerata soprattutto la storica carenza della motorizzazione locale incapace di fronteggiare la difficile situazione urbanistica venafrana? Se cioè a Venafro c’è inquinamento nel presente periodo invernale per i riscaldamenti domestici soprattutto e quindi per la circolazione privata su motore, sarà il caso che d’ora in avanti il Comune appronti finalmente un adeguato trasporto pubblico urbano che soddisfi la domanda di mobilità urbana data la difficile situazione urbanistica locale, che vede accentrati uffici, scuole ect. nel centro cittadino a scapito della periferia”. Intanto tutti, o quasi tutti …, a piedi a Venafro e per una intera settimana!

                                                                                               Tonino Atella

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