Sport: l’agonismo in provincia

di Giorgio Rizzi

Spesso, nel mondo dello sport, sentiamo parlare di realtà di provincia e, in automatico, il pensiero cade su tutti gli aspetti negativi dell’essere isolati in una realtà piccola come quella Campobassana.

Ambienti

Ma qual è la reale importanza del luogo di crescita di un ragazzo per il suo successo sportivo?

Rispondo prendendo in analisi l’esempio da me vissuto nella piccola bolla del tennis; uno degli sport meno frequentati ma allo stesso tempo più affascinanti.

La prima cosa che si pensa è la scarsa competizione che si crea tra i ragazzi dati i pochi intraprendenti a credere in questo sport; si parla quotidianamente di sacrifici. Poiché per relazionarsi con altri coetanei c’è tanta strada da fare (nel vero senso della parola), strada che comporta tante spese, non spesso sostenibili dalle famiglie dei ragazzi, è pur sempre vero, che essendo poche le persone frequentanti tale sport in automatico gli allenamenti diventano più tranquilli e meno caotici.

È facile quindi intuire il pensiero di una persona generale che non conosce la provincia:” ma a Campobasso chi vuoi che ci sia di competente”, queste sono le parole che più si sentono dire in giro quando si parla di tennis e di sport in generale al di fuori del Molise.

Motivazioni

Esiste allora un esempio, una motivazione, che spinge una persona a fare partire e decidere di vivere la realtà di provincia nell’ambito dello sport?

La risposta è si, la riscontriamo in Beatrice Guccione, una ragazza che da Catania, (ai soli 12 anni), ha trovato lo stimolo e il coraggio di fare i bagagli ed abbandonare la punta dell’Italia per venire nella terra dei sanniti, con lo scopo di seguire la sua passione. Viene così da chiedersi perché proprio il Molise?

Perché al contrario di quel che si pensa, il piccolo Molise possiede alcune figure competenti che fanno da esempio per i giovani. Sono disponibili a mettersi in gioco, ed ad accogliere tutti coloro che vogliano inseguire una passione sportiva.

Spesso però queste figure non vengono valorizzate; nella maggior parte dei casi gli atleti decidono di andare via da Campobasso, dal Molise, per cercare più opportunità anche al di fuori dello sport.

Chiave

Personalmente credo che avendo vissuto anche io la realtà di provincia, in età più giovane, avendo affrontato lunghi viaggi anche all’estero; risulta difficile avere come base delle proprie attività un posto così isolato come il nostro capoluogo di regione, e spesso ho pensato che se vivessi in un altro luogo, oggi, intorno a me si aprirebbero più possibilità.

Ma non credo che in un’età così giovane dedicarsi unicamente ad uno sport, indipendentemente da quanto si è bravi, sia giusto. Divertirsi è la chiave da rispettare e non abusare per eccellere.