Spopolamento in Molise, i dati della nostra regione

Ciò che emerge è preoccupante: età media alta, sbilancio nascite-decessi, emigrazione crescente e più molisani all’estero

di Marco Lancia

La parola che le maggiori testate giornalistiche del territorio hanno battuto più volte è spopolamento. La questione è uscita nuovamente a galla a seguito dei dati rapportati dalla 15esima edizione del “Rapporto Italiani nel Mondo”, della fondazione Migrantes, e dal censimento permanente della popolazione dell’Istat. Dalla ricerca della Migrantes sono venuti fuori i primi dati negativi: al 01/01/2020, la fascia d’età maggiore è la over 65 ( 20,4%), mentre la minore quella 0-17 anni ( 9,5%); lo stesso vale all’interno delle due province, seppur con percentuali lievemente diverse. Un altro dato che emerge è il numero di molisani iscritti all’AIRE ( ovvero stabilmente residenti all’estero), 91097; con un incidenza, quindi, del 30%. I primi paesi scelti per emigrare sono, in ordine, l’Argentina ( 25,8%), il Canada ( 13,0%) e la Germania ( 9,9%). Il comune con più iscritti è Agnone ( 89.9%), seguito dai due capoluoghi. Nell’ultimo anno sono partiti 900 molisani (431 donne e 469 uomini).

L’Istat, in un bilancio dello scorso luglio, ci dice anche come la nostra sia la regione italiana che segna il calo demografico maggiore rispetto all’intero territorio nazionale; solo rispetto all’anno precedente, infatti, c’è stato un calo di 3274 abitanti in regione. La stessa Istat riporta ancora uno squilibrio demografico: nel 2019 le nascite sono state 1927, i decessi 3663. In 11 comuni neanche una nascita. Leggendo ancora i dati dell’Istat, stavolta nel censimento 2018-19, possiamo vedere che l’età media in Molise è di 46,7 anni, contro i 45,2 nazionali, dando spazio ad un altro dato ossia quello dell’invecchiamento della popolazione, avete ritmi superiori alla media nazionale. Il comunque più giovane è Campodipietra (43,3 anni), il più vecchio San Biase ( 60,9), quest’ultimo inoltre ha una delle popolazioni più basse in regione.

Bisogna cercare di fare qualcosa presto per cercare di fermare un flusso in uscita che rischia di dissanguare la nostra regione. Già l’anno scorso, nel centro storico di Castropignano e nella sua frazione Roccaspromonte, era stata messa in atto un’iniziativa che prevedeva l’acquisto di case abbandonate al prezzo simbolico di 1€, al patto che si intervenisse poi con una ristrutturazione. In estate, poi, era stata effettuata una politica di valorizzazione dei borghi, che aveva portato in uno di questi, San Giovanni in Galdo, in occasione della festa del Morutto, anche il poeta Franco Arminio. A quanto pare, però, va fatto di più e si può fare di più perché, come dice lo stesso poeta: ” Il Molise è una vitamina, non una regione.”