Solennità di Sant’Antonio di Padova: una Comunità in festa

CAMPOBASSO. Tra i tanti profumi dei fiori che Madre Terra generosamente ci regala nel periodo primaverile, in questi giorni ne riconosciamo uno nuovo, dolce, intenso: è il profumo del lilium candidum, il giglio di Sant’Antonio, simbolo di purezza, castità e bontà.  “Nella Parrocchia di Sant’Antonio da Padova a Campobasso da oltre 50 anni ci riuniamo nella gioia per ricordare e festeggiare il nostro fiore, sant’ Antonio, a partire dal primo giugno con la preghiera della Tredicina.  Quest’anno in particolare, ricorrono gli 800 anni della sua venuta in Italia, nel 1221, infatti frate Antonio partecipò al “Capitolo delle Stuoie”, convocato da San Francesco ad Assisi, e, dopo quell’incontro, fu inviato dal Serafico Padre all’Eremo di Montepaolo, in Romagna, perché stesse con Gesù e fosse mandato a predicare il Vangelo accompagnato da segni come scacciare i demoni, parlare lingue nuove, prendere in mano i serpenti senza arrecare alcun danno, imporre le mani e guarire i malati (cf Marco 16,17 ss). In cammino assieme a sant’Antonio, certi che vincendo ogni paura ci aiuterà ad essere costruttori di comunione, con un linguaggio edificante e mani di prossimità” così scrive  fr.  Giancarlo Li Quadri, parroco di Sant’Antonio da Padova.

PROGRAMMA

12 giugno per i Primi Vespri della Solennità

Alle ore 09.00 il Rosario, la Tredicina e la santa Messa

Alle ore 17.15 il Rosario, la Tredicina e la santa Messa presieduta da S.E. Mons. Giancarlo Bregantini e animata dal Piccolo coro dei bambini della scuola Materna.

13 giugno per la Solennità di sant’Antonio di Padova

Alle ore 7.00 – 9.00 – 11.00 – 18.00 – 20.00 (Messe celebrate in chiesa)

Alle ore 8.00 – 10.00 – 12.00 (Messe celebrate in cripta)

Dalla mattina di sabato 12, sotto il porticato davanti alla chiesa, ci sarà la distribuzione del pane benedetto.

È questaun’usanza, antica, che ha origine da uno dei tanti miracoli di sant’Antonio, che vede protagonisti il piccolo Tommasino e sua madre. Il testo della leggenda racconta che la madre del piccolo, dopo averlo visto annegare, invoca con insistenza l’aiuto del Santo, aggiungendo anche un voto, con cui avrebbe donato ai poveri la quantità di grano corrispondente al peso del bambino. Da questo episodio nasce anche una preghiera con la quale i genitori chiedono al Santo protezione per i propri figli, promettendo Lui tanto pane quanto il peso della prole.

Come in altre, anche nella parrocchia di Campobasso, la  tradizione di offrire pane per la protezione dei propri figli vive ancora, ma per le note restrizioni dovute alla pandemia in atto, si chiede  a chi volesse donare del pane, di portarlo confezionato così da poterlo distribuire, in sicurezza, a chi è nella necessità.